Gioco d’azzardo: il governo va sotto ma non si arrende

Il sottosegretario all'Economia Giorgetti: "Non credo assolutamente a un errore, tutt'altro". Applicare la mozione farebbe perdere 6 miliardi alle casse dello Stato senza contare il contenzioso con i circa 200 operatori che hanno ottenuto la concessione.


Per un anno nessuna apertura di nuove agenzie di scommesse e sale di giochi d’azzardo online. Ieri il governo è andato sotto al Senato sulla mozione della Lega Nord votata con ampia maggioranza dall’aula di Palazzo Madama. Ma l’esecutivo non si arrende e come spiega il sottosegretario all’Economia Alberto Giorgetti applicare la mozione significherebbe perdere sei miliardi circa:

in una fase estremamente delicata per la finanza pubblica.

Il governo insomma non intende mollare, la mozione non può essere applicata, anche se l'esecutivo è comunque:

fortemente impegnato a contrastare gli effetti sociali negativi legati ai giochi, come dimostra, tra l’altro, l’articolo 14 della delega fiscale all’esame della commissione finanze della camera, che prevede il riordino dell’intera materia.


Intervistato questa mattina da SkyTg24 il vice ministro ha detto:


È stata una scelta particolarmente pesante ero lì a rappresentare il Governo e, quindi, rispetto a quella mozione c'era una linea che veniva messa in contestazione in modo totale. Era giusto rappresentare al ministro Saccomanni la difficoltà nel portare avanti questa delega.

Giorgetti subito dopo la bocciatura aveva annunciato di voler rimettere la delega sui giochi al titolare dell’economia Fabrizio Saccomanni il quale attraverso una nota diffusa nella serata di ieri ha confermato la piena fiducia nel sottosegretario, che dunque proseguirà nell’incarico.

La sospensione di nuove aperture comporterebbe secondo il governo un atto illegittimo determinando anche:

un contenzioso con i circa 200 operatori italiani ed esteri che hanno ottenuto la concessione; la riapertura del contenzioso comunitario, dopo due procedure di infrazione chiuse nel 2010 a seguito della regolamentazione del mercato; lo spostamento in massa di giocatori verso il mercato illegale.

In base alle prime stime sarebbero circa 2000 le sale scommesse e Vlt a rischio, nonostante le società abbiano acquisito i diritti per aprire partecipando a regolari bandi di gara.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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