Pressione fiscale al 42,5%, ma per il 2012 si teme il 45%


La pressione fiscale in Italia resta a livelli altissimi, ma almeno per quello che riguarda il 2011 rimane su livelli già precedentemente sperimentati dai contribuenti italiani. L'Istat ha terminato di elaborare i dati per gli ultimi 12 mesi arrivando alla conclusione che i livelli della pressione fiscale sono rimasti sotto il 43%, più precisamente il 42,5%, senza significative variazioni positive o negative rispetto al 2010.

L'allarme però si è spostato al 2012, quest'anno rischia di vedere letteralmente esplodere la pressione fiscale fino a toccare il 45%. D'altra parte gli effetti dell'aumento dell'Iva dal 20% al 21% si sentiranno per tutti i 12 mesi e ad ottobre rischiamo di vederla arrivare al 23%, senza contare che anche le varie accise che gravano sui carburanti sono state introdotte fra la fine del 2011 e l'inizio del 2012 e che da quest'anno ci ritroveremo alle prese con l'IMU, la nuova ICI.

A condividere questa preoccupazione è anche l'ufficio studi della CGIA di Mestre, Giuseppe Bortolussi:

Anche se i dati dell'Istat ci hanno tranquillizzato, il peggio è previsto per quest'anno. Se nel 2011 la pressione fiscale si e' attestata al 42,5%, per il 2012 e' prevista una crescita esponenziale che porterà il nostro carico fiscale a toccare il 45%. Un vero e proprio record che mai toccato nella storia recente del nostro Paese. Con l'introduzione dell'Imu, il ritocco all'insù delle addizionali regionali Irpef, l'aumento delle accise sui carburanti, l'incremento dell'Iva e l'aumento del prelievo sui titoli di Stato saremo costretti, nostro malgrado, a diventare uno dei popoli più tartassati d'Europa.

Foto | © TM News

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