Benzina, altri aumenti: la media nazionale oltre 1,83 euro al litro


I prezzi dei carburanti in Italia non conoscono cali e ogni aumento è l'occasione per far segnare un nuovo record storico. La soglia 1,9 è ormai ad un passo e presto sarà impossibile trovare un litro di benzina ad un prezzo inferiore ai fatidici 2 euro. Il monitoraggio di Quotidiano Energia è stato in grado di rivelare nuove crescite dei prezzi partiti dal maxiaumento imposto da IP (+4 cent al litro) per la benzina e seguito a ruota dall'Eni che con due mini adeguamenti (+0,7 benzina e +0,4 sul diesel) ha portato gli aumenti dei distributori del cane a sei zampe in 15 giorni a +3,8 cent sulla benzina e +2,4 cent sul diesel.

Anche gli altri marchi, non è una novità, si sono immediatamente adeguati e hanno così reso possibile il raggiungimento della media nazionale più alta di sempre: 1,83 per la benzina e 1,76 per il diesel. Nel centro Italia ormai siamo intorno a 1,93 per la verde e 1,79 per il diesel, in questo momento comprare un litro di benzina in modalità servito sotto 1,8 cent è possibile soltanto nelle regioni con le accise più basse, il Veneto e la Lombardia.

Inevitabile, quanto ininfluente, l'immediata alzata di scudi del Codacons che ha rilasciato il solito comunicato stampa di fuoco che snocciola cifre e numeri:

Oggi un pieno di benzina costa 13,65 euro in più rispetto allo scorso anno. Nel 2011, infatti, ai primi di marzo la verde con servizio si pagava 1,554 euro/litro, ossia 27,3 centesimi in meno al litro. Considerando due pieni di carburante al mese, si tratta di una stangata mensile aggiuntiva pari a 27,3 euro e di una stangata annua pari a 327 euro e 60 centesimi. Un guadagno miliardario anche per il Governo che, di sola Iva, senza considerare le accise, guadagna per ogni litro di verde 31,70 centesimi di euro al litro contro i 25,90 centesimi che guadagnava lo scorso anno, ossia 2 euro e 90 centesimi in più a pieno ed oltre 69 euro in più all'anno per ogni automobilista italiano. Che sia per questo che il Governo non muove un dito per bloccare queste ingiustificate speculazioni sui prezzi dei carburanti?

La logica è stringente, ma l'impressione è che anche dal punto di vista dell'erario questi aumenti compensino appena l'inevitabile calo dei consumi: utilizzare la vettura privata è ormai divenuto un lusso che sempre meno italiani possono permettersi.

Foto | Flickr CC

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