Passera: impegnati ad evitare l'aumento Iva


38 miliardi di euro. Questo è il calo dei consumi stimato dalla Confcommercio nel caso in cui ad ottobre venisse applicato l'aumento delle due principali aliquote Iva, quella del 21% fino al 23% e quella del 10% fino al 12%. Un dato molto allarmante, per quanto oggettivamente complesso sia stabilire se e quanto questa stima sia credibile. Anche le associazioni dei consumatori hanno fatto i loro conti valutando in 803 euro medi per famiglia l'aggravio delle spese in caso di stangata sull'Iva ed anche qui è difficile valutare l'impatto, certo è che saremmo di fronte ad un importante aumento di praticamente tutti i beni e i servizi (con annesso rischio di spirale inflazionistica).

La questione è centrale, l'aumento è temuto e avversato da tutte le categorie, ma potrebbe rendersi necessario al verificarsi di specifiche condizioni riguardanti la tenuta dei conti pubblici. Nei fatti il decreto Salva Italia prevede l'aumento nel caso in cui si rende necessaria l'applicazione della clausola di salvaguardia, il problema è capire come fare per evitare che questo avvenga e quale parte del processo è sotto il reale controllo del governo.

Il ministro per lo sviluppo economico, Corrado Passera, ha ribadito il generico impegno dell'esecutivo dell'esecutivo per far sì che l'aumento dell'Iva non sia necessario, ma per il momento si tratta di promesse e non è nemmeno di 10 giorni fa la presa di posizione di alcuni sottosegretari che hanno definito questo passaggio sostanzialmente inevitabile. Non ci resta che attendere la prossima uscita sul tema di qualche illustre esponente del governo Monti.

Foto | © TM News

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