Fassina: prioritario evitare l'aumento dell'Iva. Confindustria: prima il cuneo fiscale

Il viceministro all'Economia: "meglio bloccare l'aumento dell'Iva e impegnarsi sulla cassa integrazione in deroga e gli esodati"

L’uno ottobre scatterà l’aumento dell’Iva dal 21 al 22%, dando la botta finale ai consumi degli italiani che già devono fare i conti con un reddito tornato ai livelli di 27 anni fa. Tutto questo salvo interventi dell’ultima ora del governo che si tradurrebbero in una ulteriore sospensione dell’incremento dell’aliquota ordinaria dell’imposta sul valore aggiunto.

Il viceministro dell’economia Stefano Fassina al Messaggero oggi spiega:

"Non ci sono le risorse per tutto, meglio bloccare l'aumento dell'Iva e impegnarsi sulla cassa integrazione in deroga e gli esodati". 

Sull'Imu la partita è ormai chiusa ha detto ancora Fassinama e dato che:

"le misure in agenda impegnano una quantità di risorse di cui non disponiamo, si devono fare delle scelte su tutte le scadenze che ci impegneranno da qui alla fine dell'anno: Iva, Imu, Cig in deroga".

Fassina ha poi assicurato che il governo metterà il massimo dell’impegno per far riavviare la produzione di Riva Acciaio bloccata dopo il sequestro da parte della magistratura dei beni della famiglia Riva.

Contro le priorità elencate dal viceministro si fa sentire Confindustria, che per bocca del vicepresidente Fulvio Conti ribatte:



“Per noi l'immediatezza dei provvedimenti dovrebbe andare invece al recupero della produttività e del rilancio dell'economia; per il rilancio dell'economia reale è molto più urgente e necessario ridurre il costo del lavoro e riequilibrare il carico fiscale in busta paga piuttosto che intervenire sulle tasse sui consumi, e dunque sull'Iva".

Fassina nell’intervista aveva precisato che l’esecutivo ha già aperto un tavolo per trovare le risorse per ridurre il cuneo fiscale (la differenza tra il costo del lavoro per un'azienda e il reddito netto percepito dal dipendente) ma che tali misure potranno vedere la luce solo nel 2014.

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