Un contribuente su tre dichiara meno di 10000 euro annui


Quanto guadagnano gli italiani? A leggere i dati delle dichiarazioni dei redditi 2011 (riferite, dunque, all'anno 2010) davvero poco. I nostri contribuenti sono fra i più infedeli al mondo e anche le cifre sembrano confermare questa verità se non vogliamo immaginare realmente il nostro paese come composto da persone che pur lavorando stentano nella metà dei casi ad arrivare alla fine del mese. Se il reddito medio si aggira intorno ai 19 mila euro impressionano altri numeri. Innanzitutto oltre un terzo dei contribuenti non arriva a dichiarare più di 10000 euro annui lordi, meno di 1000 euro al mese, lo ripetiamo, al lordo delle tasse. Una miseria.

Addirittura il 49% non supera la soglia dei 15.000 euro lordi l'anno, la metà dei lavoratori si trovano in una condizione che non gli garantirebbe un mutuo e a malapena il pagamento dell'affitto e delle spese in una grande città. Qualcosa non torna. Dall'analisi del ministero emerge anche che circa 10,7 milioni di contribuenti "hanno imposta netta pari a zero", in pratica non pagano l'Irpef perché guadagnano troppo poco e finiscono nella "no tax area" oppure grazie alle detrazioni non devono versare nulla allo Stato.

Quanti sono i "ricchi". Appena lo 0,07% (30.590 persone) che superano i 300 mila euro mentre l'1% ha dichiarato redditi superiori alla soglia dei 100 mila euro. Leggendo il comunicato del Ministero dell'Economia che ha elaborato i dati: "emerge che i lavoratori autonomi hanno il reddito medio più elevato, pari a 41.320 euro, mentre il reddito medio dichiarato dagli imprenditori è pari a 18.170 euro. Il reddito medio dichiarato dai lavoratori dipendenti è pari a 19.810 euro e quello dei pensionati è pari a 14.980 euro. Infine, il reddito medio da partecipazione è stato pari a 16.500 Euro".

In sostanza fra un pensionato medio e un imprenditore ci sono soltanto 4 mila euro annui di differenza, per quanto l'economia del paese sia ferma è onestamente difficile immaginare che possa sussistere una differenza tanto irrisoria fra le due categorie.
Il commento di Pier Luigi Bersani, segretario del Pd, è quanto mai giustificato: "E' l'eterna raffigurazione della vergogna dell'evasione fiscale che resta il punto principale per riprendere la strada della crescita".

Foto | © TM News

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