Inflazione stabile al +3,3%, continua a salire il carrello della spesa


Le stime preliminari diffuse dall'Istat sull'andamento dell'inflazione nel mese di marzo confermano la tendenza di febbraio. L'indice dei prezzi è ancora assestato su un +3,3% su base annua con un aumento dello 0,5% negli ultimi 30 giorni che va però ad allargare la distanza con l'aumento delle retribuzioni che rimangono ancorate al +1,4%: la distanza è dell'1,9%, quella più elevata dall'agosto 1995 esattamente come era successo nel dicembre scorso.

A preoccupare, come già avvenuto a febbraio, è il cosiddetto "carrello della spesa", i prezzi di quei prodotti che vengono acquistati con maggiore frequenza è che nell'ultimo mese sono cresciuti del 4,6% (a febbraio era il 4,5%), un nuovo record dunque che pareggia quello visto nel 2008 e risulta in controtendenza rispetto all'inflazione sempre stabile. Se confrontiamo questo dato con l'aumento delle retribuzioni si arriva ad un divario record superiore ai 3 punti percentuali.

Sulla base di questi numeri il Codacons lancia l'allarme per le famiglie italiane:

Tradotto in termini di costo della vita significa che una famiglia di 3 persone spenderà, per andare al mercato a fare la spesa di tutti i giorni, 620 euro in più su base annua, mentre per una famiglia di 4 persone la stangata sarà di 671 euro all'anno. E' evidente che questi soldi non sono attualmente in possesso delle famiglie italiane, specie considerando che vanno ad aggiungersi a tutte le nuove tasse e balzelli che le manovre del 2011 hanno introdotto. La recessione che ci attende nel 2012, quindi, non nasce più, come accaduto nel 2008, dall'economia internazionale ma dipende, oltre che dall'effetto recessivo della inevitabile riduzione della spesa pubblica, dal crollo dei consumi, fenomeno tutto italiano che si può e si deve contrastare.

Inevitabile il riferimento al famigerato e temutissimo aumento dell'Iva previsto per ottobre:

Sarebbe criminale aumentare l'Iva ad ottobre. Il Codacons chiede, quindi, a Monti di lavorare sulle detrazioni fiscali che oggi vengono concesse tanto ai ricchi quanto ai poveri, permettendo di eludere il fisco solo a chi dichiara un reddito complessivo famigliare inferiore a 75.000 euro.

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