Aumento Iva, i conti del Codacons


Mentre gli italiani fanno i conti per l'Imu, dovendo scegliere fra le due o le tre rate e senza sapere ancora a quanto ammonterà il conguaglio di dicembre visto che i comuni sono indietro nel deliberare le aliquote, un'altra spada di Damocle (anche più dannosa potenzialmente) pende sulle teste di tutti noi: l'aumento delle due aliquote Iva previsto per ottobre e sul quale il governo non sembra intenzionato a tornare indietro.

Dopo la fine dell'estate, se nulla dovesse cambiare, l'aliquota del 21% dovrebbe crescere fino al 23% mentre quella del 10% (che non era stata toccata dal precedente governo) arriverebbe al 12%. Una stangata che farà aumentare i prezzi di beni e servizi a tutti i livelli con l'esclusione dei pochissimi generi alimentari che godono dell'Iva agevolate. Ma quanto ci rimetteremo? Il Codacons ha fatto i conti considerando diverse ipotesi:

L'aumento delle aliquote dal 21 al 23% e dal 10 al 12% determinerà una vera e propria stangata per le tasche dei cittadini, con aggravi di spesa su base annua che vanno dai 546 euro annui per la famiglia media (pari a 2,6 persone), agli 866 euro per una famiglia composta da quattro persone, fino ad arrivare ai 1.082 euro nel caso di un nucleo familiare composto da cinque persone.

Il timore, non solo quello del Codacons, è che gli aumenti determinino inevitabilmente (tenendo conto della situazione attuale già di sofferenza) un calo dei consumi con gravi danni per il commercio al dettaglio e per tutta l'economia. Ma esistono realisticamente altre soluzioni a questo salasso?

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