I 10 uomini più ricchi d'Italia

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Chi sono, che cosa hanno fatto e di cosa sono a capo i 10 uomini più ricchi d’Italia?

Secondo quella che è considerata una sorta di Bibbia in materia, la rivista specializzata americana Forbes, ecco la top ten dei Paperoni del Belpaese per l’anno 2013.

Forbes, fondata del 1917, ogni anno pubblica la classifica degli uomini più ricchi del globo (High net worth individual). Vediamo l'elenco dei primi 10 miliardari italiani, uno per uno.

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Michele Ferrero

Al primo posto c’è sempre Mister Nutella Michele Ferrero con un patrimonio stimato in 20,4 miliardi di dollari.

88 anni compiuti ad aprile Ferrero è l’inventore di marchi conosciuti e imitati in tutto il mondo come appunto Nutella (dal 1977) e Kinder Cioccolato (1968) con stabilimenti produttivi o di rappresentanza aperti dapprima in diversi Stati europei fino allo sbarco del brand Oltreoceano.

La guida dell’azienda di famiglia dal 1997 è stata lasciata ai figli Pietro e Giovanni Ferrero.

Oggi dopo la morte di quest’ultimo per un arresto cardiaco, nel 2011, Pietro (nella foto) è l’unico chief executive.

Foto © Getty Images

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Leonardo Del Vecchio

Secondo uomo più ricco d’Italia è Leonardo Del Vecchio, patron di Luxottica che lo ricordiamo è la più grossa azienda di occhiali da sole del mondo con quartier generale ad Agordo (Belluno).

Il patrimonio di Del Vecchio secondo Forbes è pari a 15,3 miliardi di dollari. L’imprenditore, azionista e consigliere delle Assicurazioni Generali, è il 54º uomo più ricco su scala mondiale secondo il Bloomberg Billionaires Index.

Nato a Milano nel 1935, orfano di padre, Del Vecchio a 14 anni entra come apprendista in una fabbrica di stampi per ricambi auto e montature per occhiali. I titolari dell’attività si accorgono delle capacità del ragazzo e lo mandano a Brera per farlo imparare il disegno e l’arte dell’incisione. Nel 1958 Del Vecchio si mette in proprio. Nel 1986 viene nominato Cavaliere del lavoro:

«A Milano ha completato corsi professionali con il conseguimento del diploma di incisore. A vent'anni è direttore tecnico di un'azienda di produzione di medaglie e decorazioni, dopo tre anni inizia in proprio a Milano un'attività per la produzione di stampi per l'occhialeria. Nel 1961 ad Agordo (BL) dà vita al primo impianto della Luxottica occhialeria che da iniziali 14 dipendenti si sviluppa in pochi anni come holding multinazionale comprendendo tre società industriali, con quattro stabilimenti, 1.120 dipendenti, oltre a 300 dipendenti da unità satelliti. Sette società commerciali esportano il prodotto in tutto il mondo. Il fatturato consolidato è di circa 190 miliardi, con una produzione media giornaliera di circa 30 mila montature che per l'80 per cento vengono esportate all'estero. Dal 1979 è presidente della Associazione Nazionale Fabbricanti Articoli da Occhialeria».

Foto © Forbes

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Miuccia Prada

L’imprenditrice e stilista Miuccia Prada Bianchi con un patrimonio stimato in 12,4 miliardi di dollari è al terzo posto della classifica dei più ricchi d’Italia, prima e unica donna nella top ten, e al 78º posto tra le persone più ricche al mondo.

Laurea e dottorato in scienze politiche, la più giovane nipote di Mario Prada, fondatore della maison, insieme al marito Patrizio Bertelli, ha fatto diventare il marchio Prada una delle case di moda più importanti sul mercato internazionale, tra i più illustri e blasonati brand della moda made in Italy, dello stile italiano nel mondo.

Secondo Time Magazine Miuccia Prada è la seconda donna più potente del globo nel settore della moda.

Foto © Getty Images

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Giorgio Armani

Quarto in classifica lo stilista Giorgio Armani che con un patrimonio di 8,5 miliardi di dollari è anche al 131° posto nella classifica degli uomini più ricchi al mondo.

Armani, che oggi ha 79 anni, nasce a Piacenza. Comincia a lavorare per La Rinascente, poi nel 1965 viene assunto da Nino Cerruti per ridisegnare lo stile del brand Hitman del Lanificio fratelli Cerruti.

Il primo marchio a portare il nome Armani compare nel 1974 con la linea di abbigliamento in pelle Armani by Sicons, esperienza che lo convince a mettersi in proprio creando un marchio personale omonimo con ambizioni alte. La prima collezione firmata Armani risale al 1975, anno di fondazione dell’azienda.

Foto © Getty Images

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Patrizio Bertelli

Al quinto posto dei 10 più ricchi d’Italia troviamo Patrizio Bertelli, 67 anni, marito di Miuccia Prada e amministratore delegato del gruppo Prada.

Con una ricchezza stimata in 6,7 miliardi di dollari è al 175° posto della classifica mondiale di Forbes.

Dopo aver lasciato la facoltà di ingegneria dell’Università di Bologna nel 1976 Bertelli crea un'azienda di pelletteria. Dieci anni dopo conosce quella che sarà sua moglie ma intanto allaccia un rapporto di collaborazione con la casa di moda, nel 1979.

Bertelli e la moglie hanno rivoluzionato l’azienda e lo stile del marchio, che oggi è uno dei più prestigiosi al mondo. L’imprenditore è un ex velista professionista: nel 2000 ha vinto la Louis Vuitton Cup con Luna Rossa. Dal 2012 fa parte della Hall of Fame della Coppa America.

Foto © Getty Images

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Stefano Pessina

Al sesto posto della classifica degli uomini d’oro d’Italia Stefano Pessina, ingegnere pescarese di 72 anni.

Nel 1970 prende in consegna e ristruttura l’azienda di famiglia, Alleanza Farmaceutica, per poi fonderla nel 2006 con una compagnia svizzera dando vita alla Alliance Boots Gmbh, azienda leader nella cosmesi e nella farmaceutica, presente in più di 25 nazioni essendo uno dei principali grossisti d'Europa, con incassi per oltre 23,3 miliardi di sterline all'anno.

Con un patrimonio stimato in 6,4 miliardi di dollari Pessina è al 175° posto nella nella graduatoria dei Paperoni mondiali di Forbes.

Il 16 gennaio 2013 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lo ha nominato Grande ufficiale dell'Ordine della stella d'Italia, cioè la seconda onorificenza civile dello Stato.

Foto © Getty Images

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Silvio Berlusconi

Il settimo uomo più ricco d’Italia non ha bisogno di troppe presentazioni.

Il quattro volte premier Silvio Berlusconi com’è noto è imprenditore versatilissimo con interessi a tutto campo, che spaziano dalle tv all’editoria passando per la finanza, le costruzioni e l’immobiliare.

La sua "discesa in campo" dopo Tangentopoli, ha fatto sorgere l’eterna questione di un conflitto d’interessi grande quanto la sua ricchezza. Problema rimasto irrisolto, per mancanza di vera volontà politica, e che ora potrebbe d’un tratto sparire con la sua decadenza da senatore.

Nominato Cavaliere del lavoro nel 1970 dall’allora capo dello Stato Giovanni Leone, con un patrimonio stimato in 6,2 miliardi di bigliettoni verdi (circa 4,8 miliardi di euro) Berlusconi si piazza al 194° posto nella classifica mondiale dei più ricchi del globo.

Di recente la figlia Barbara - dopo la recente condanna definitiva del padre per frode fiscale nel procedimento sui diritti tv Mediaset, con la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici - lo ha difeso a spada tratta, come non aveva mai fatto finora:


“La storia di mio padre e della mia famiglia non è quella di un pugno di evasori fiscali. È quella di un gruppo che dà lavoro a migliaia di persone. Mio padre l'ha creato con fatica. Non con comportamenti criminali".

Le ultime vicende giudiziarie dell’azionista di riferimento non hanno scosso più di tanto il titolo del Biscione, anzi Mediaset alla borsa di Milano ha guadagnato circa il 100% negli ultimi 12 mesi.

Foto © Getty Images

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Gianfelice e Paolo Rocca

Gianfelice e Paolo Rocca, a capo del gruppo industriale italo-argentino Techint con una ricchezza di 4,7 miliardi di euro, si piazzano all’ottavo posto dei più ricchi d’Italia e al 195esimo dei più ricchi del mondo. Technit venne fondata nel 1945 da Agostino Rocca, milanese emigrato in Argentina.

Oggi il gruppo comprende 100 società che operano in quasi ogni angolo del globo attive nel campo dell’ingegneria civile, dell’impiantistica, della siderurgia e anche nel settore sanitario con 59mila dipendenti in tutto.

Gianfelice Rocca (foto), classe 1948 e laurea in fisica, è presidente del gruppo industriale e anche di Assolombarda, l'Associazione industriale delle province di Milano, Lodi e Monza e Brianza, che fa parte di Confindustria.

Foto © Getty Images

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Augusto e Giorgio Perfetti

Al penultimo posto della top ten dei Paperoni italiani 2013 troviamo un’altra coppia di fratelli, Augusto e Giorgio Perfetti, che con un patrimonio pari a 3,8 miliardi di euro, sono 248esimi nella classifica mondiale di Forbes. Oggi guidano la Perfetti Van Melle, gruppo attivo nella produzione e distribuzione di caramelle confetti e gomme da masticare.

L’azienda è leader del mercato in Italia e ha assunto l'attuale denominazione dopo che la Perfetti, nata a Lainate (MI) nel 1946 con 50 dipendenti, ha acquisito nel 2001 la maggioranza azionaria della società olandese Van Melle.

Cinque anni dopo il gruppo Perfetti ha acquistato per 440 milioni il produttore spagnolo di lecca lecca Chupa Chups, diventando così il terzo gruppo al mondo nel suo settore dando lavoro a qualcosa come 17mila dipendenti.

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Renzo Rosso

Chiude la top ten dei più ricchi d’Italia Renzo Rosso, presidente della holding OTB che controlla i noti marchi di moda Diesel, Maison Martin Margiela, Marni, Viktor & Rolf, e Staff International (cioè DSquared2, Just Cavalli, Vivienne Westwood e Marc Jacobs Men). Rosso è una new entry nella classifica di Forbes. Con i suoi 3 miliardi di dollari di patrimonio si posiziona al 458° posto tra i più ricchi del mondo.

Mr Diesel nasce a Brugine, piccolo centro del padovano, nel 1995 da una famiglia di agricoltori. Lui però vuole fare altro. Nel 1970 si iscrive presso l’Istituto Tecnico Marconi di Padova per studiare la produzione tessile su base industriale. Già a 15 anni, disegnava e e realizzava, alla macchina da cucire della madre della madre, diversi modelli di jeans che poi faceva indossare agli amici e compagni di scuola.

Prima di lanciare il marchio Diesel, ha creato Goldie per il quale la stilista inglese Katharine Hamnett ha disegnato una collezione. Suzy Menkes, giornalista britannica specializzata in moda, lo ha definito Il genio dei jeans. Dal 2001 è Cavaliere del lavoro.

Foto © Getty Images";}}

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