Conto corrente in rosso? Fino a 500 euro niente commissioni


Il governo, molto attento alle esigenze delle banche, aveva deciso di "aiutare" gli istituti di credito ripristinando per loro la possibilità di far pagare salate commissioni a tutti quei correntisti che finivano in rosso anche per poche centinaia di euro e per un numero limitato di giorni, ma il Senato ha bloccato tutto. Con un apposito emendamento è stato stabilito che "le famiglie consumatrici titolari di conto corrente, nel caso di sconfinamenti pari o inferiori a 500 euro in assenza di affidamento ovvero oltre il limite del fido, per un solo periodo, per ciascun trimestre bancario, non superiore alla durata di sette giorni consecutivi".

In sostanza c'è la possibilità di evitare, a fronte di difficoltà economiche molto limitate ed effettivamente temporanee, purché non si tratti di un'abitudine, i costi che normalmente vengono addebitati dalle banche pronte a penalizzare chi va "in rosso". Recentemente la rivista Altroconsumo aveva messo in evidenza come molti istituti di credito applicassero commissioni elevate anche per un solo giorno di "rosso" e a prescindere dall'importo.

Qualche esempio? Più di 50 euro per Banca Sella, Monte dei Paschi e Ubi e addirittura 76,61 per i correntisti della Banca Popolare dell'Emilia Romagna. Ovviamente si tratta di importi che non tengono conto del tasso d'interesse dovuto (intorno al 2%), ma vengono "gonfiati" da spese fisse.

Foto | © TM News

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