Saccomanni pronto a dimettersi sull’IVA

Per il ministro non c'è più spazio per trovare quel miliardo che servirebbe a evitare l'incremento dell'imposta al 22%. La Cgia di Mestre: l'aumento dell'Iva si tradurrà in una stangata soprattutto per le famiglie del Nordest, da 110 a 135 euro in più all'anno.

L’aumento dell’Iva è inevitabile per far quadrare i conti. Parola del ministro dell’Economia e delle Finanze Fabrizio Saccomanni che è pronto a dimettersi se nel governo delle larghe intese dovesse essere raggiunto un altro compromesso come è stato fatto sull'Imu.

Insomma quel miliardo che servirebbe per non far aumentare l’Iva dal 21% al 22%, dall'uno ottobre, non c’è e non si troverà da qui a una settimana. E senza copertura non c’è pressing politico che tenga secondo il titolare di Via XX settembre.

Intervistato dal Tg1, ieri Saccomanni spiegava i termini della questione:

"Si tratta a questo punto di un problema complesso, più politico che di finanza pubblica".

Il Pdl minaccia (e quando mai) di far cadere il governo se aumenta l’imposta sul valore aggiunto e, ieri, anche il Pd con il segretario Gugliemo Epifani ha chiesto con forza di evitare a tutti costi l'aumento dell'Iva. Il Pd, è evidente, non ci sta a passare per il partito delle tasse lasciando alla vecchia-nuova Forza Italia la bandiera del partito baluardo degli interessi dei contribuenti-consumatori.

Intanto la Cgia di Mestre fa qualche conto. L’aumento dell’Iva andrà a colpire soprattutto le aree del Paese dove si spende di più e peserà maggiormente sulle famiglie con i redditi più bassi.

Giuseppe Bortolussi, presidente della Confederazione artigiani e piccole imprese Mestre, dice:


"Ovviamente a subire gli aggravi maggiori saranno le realtà territoriali dove la propensione alla spesa delle famiglie è più elevata, anche se sappiamo che l'incremento dell'Iva inciderà maggiormente sui redditi famigliari più bassi e meno su quelli più elevati".

Con l'Iva al 22% secondo la Cgia sarà il Nordest la macro area più "colpita" con un aggravio per i bilanci delle famiglie di 110 euro all'anno in media (135 euro a Bolzano). Per i nuclei familiari residenti in Veneto il conto a fine anno sarà pari a 113 euro in più, per le famiglie emiliano-romagnole 111 euro, per quelle lombarde 108 euro.

Meno colpito il Sud del Paese. In Calabria l'aumento medio annuo per una famiglia sarà di 59 euro, in Sardegna di 57 euro, in Sicilia di 50 euro, per un incremento medio nazionale di 88 euro a nucleo familiare.

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