Istat: retribuzioni stabili ad agosto ma +1,5% su base annua

Su base annua si registrano aumenti delle retribuzioni contrattuali orarie pari all'1,9% nel settore privato. Variazioni pari a zero invece nel settore pubblico.

Le retribuzioni contrattuali orarie medie, secondo i dati diffusi oggi dall'Istat ad agosto 2013 sono rimaste stabili sul mese precedente ma hanno fatto segnare un incremento dell'1,5% su base tendenziale (rispetto alla stesso periodo dell’anno scorso) al di sopra del tasso d'inflazione (1,2%).

A luglio 2013 le retribuzioni erano aumentate dello 0,1% in termini congiunturali e appunto dell'1,5% sullo stesso periodo del 2012.

L'Istat rileva ad agosto aumenti su base annua dell'1,9% nel settore privato e nulli nel settore pubblico. Il mese scorso a mostrare gli incrementi maggiori dell'indice delle retribuzioni contrattuali orarie, rispetto a luglio del 2012, sono stati i settori degli alimentari bevande e tabacco (4,4%), dell’agricoltura (3,2%), dei pubblici esercizi e alberghi (2,9%).

Tutti i comparti della pubblica amministrazione fanno invece registrare nello stesso periodo variazioni retributive orarie pari a zero.

A fine agosto 2013 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica sono relativi al 47,6% degli occupati dipendenti e corrispondono al 46,1% del monte retributivo.

Tra i contratti monitorati dall'Istituto nazionale di statistica, ad agosto sono stati recepiti due accordi mentre nessuno è scaduto. A fine mese la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo si attestava al 52,4% nel totale dell'economia e al 38,5% nel settore privato.

Per l'insieme dei lavoratori con il contratto scaduto i tempi di attesa medi per il rinnovo sono pari a 27 mesi; 14,1 mesi per i dipendenti del settore privato.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail