La provocazione dell'Aci: il 6 giugno lo sciopero dei carburanti


Una giornata di astensione del rifornimento, una proposta di sciopero/boicottaggio da parte dei consumatori per chiedere al governo di abbassare le accise che ormai pesano (insieme all'Iva) sul 55% del totale prezzo al litro della benzina. Si tratta di un tipo di iniziative tutt'altro che inedite, nate spesso da spontanee mobilitazioni attraverso il web e che raramente hanno avuto successo.

La novità questa volta è che la proposta arriva dall'Aci, l'Automobile Club Italia, che ha deciso di dire basta e di scendere in campo con questa provocazione per cercare di frenare "l'aumento della disaffezione dell'uso dell'automobile":

La nostra iniziativa non è un muro contro muro: il dialogo è più importante della protesta per far comprendere al Governo la conseguenza delle scelte compiute sull'auto che stanno mettendo in ginocchio un settore strategico per il Paese.

Come ha spiegato il presidente dell'Aci Angelo Sticchi Damiani lo sciopero, in programma per il prossimo 6 giugno, vuole essere un segnale "forte di protesta contro i continui aumenti fiscali che gravano sui carburanti e più in generale sull'auto. Gli automobilisti non faranno rifornimento il 6 giugno per dire coralmente basta agli aumenti dei prezzi alla pompa, saliti di oltre il 20% in un anno. Il problema sta nelle troppe accise, che continuano a rappresentare la forma di tassazione preferita dallo Stato perché immediata, ineludibile e senza costi gestionali per l'Erario".

Secondo i conteggi dell'Aci ad una famiglia media il possesso (e l'uso dell'automobile) nel 2012 potrebbe arrivare a costare oltre 3500 euro contro i 3250 del 2011.

Foto | © TM News

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