Disoccupazione sotto il 7%? Ci vorranno 13 anni


Nel 2007 il tasso di disoccupazione nel nostro paese toccò il punto più basso: un invidiabile 6,1% che (tanto per dare un'idea) sembrava più "tedesco" che "italiano". Eravamo alla vigilia della prima crisi finanziaria, quella dei mutui subprime, e per quanto le prospettive future non fossero esaltanti in pochi avrebbero immaginato lo tsunami che si sarebbe abbattuto sui mercati e la feroce crisi dell'Euro e delle economie del sud Europa in particolare.

A marzo 2012 la disoccupazione è arrivata ad un passo dal 10% (a quota 9,8%) e per quanto sia passato molto tempo dall'ultima volta che qualcuno si sia azzardato a pronunciare la parola "ripresa" viene davvero il magone nel leggere la fosca previsione dell'Ufficio Studio di Confartigianato che ritiene siano necessari altri 13 anni prima che la disoccupazione riesca a tornare ai livelli del 2007.

In sostanza 18 anni in totale dall'inizio della crisi, quando correrà l'anno 2025. D'altra parte anche l'Istat (che non azzarda previsioni a lungo termine) sostiene che il 2012 si chiuderà al 9,5%, ma il 2013 sarà ancora negativo con una crescita fino al 9,6%. Tutto questo senza considerare la disoccupazione giovanile (quella fra i 15 e i 25 anni) arrivata al 35,9%, una percentuale che ci avvicina al triste primato spagnolo e ci pone ad anni luce da paesi come la Francia e la Germania nei quali il numero di giovani senza lavoro è sceso rispettivamente dall'1,2% e del 2,9% negli ultimi tre anni.

Foto | © TM News

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