La riforma del Catasto entro 12 mesi

Il governo ha ottenuto ieri la delega dalla Camera.

Entro 12 mesi, vedrà la luce la riforma del catasto. Così secondo la delega fiscale ottenuta ieri dal governo con il sì della Camera dei deputati.

L’arrivo del testo in Senato, praticamente uguale a quello uscito dalla Commissione Finanza di Montecitorio, è previsto per la fine della settimana.

Le linee guida disegnano un nuovo "catasto algoritmico" grazie al quale secondo il presidente della Confediliza Corrado Sforza Fogliani:

«il concetto di rendita dell’immobile e di valore dell’immobile potranno viaggiare su binari differenti, senza commistioni di sorta».

Ieri la Camera ha approvato anche l’ordine del giorno del vicepresidente della Commissione Finanze, Enrico Zanetti, che recita:


«nei prossimi decreti attuativi il governo dovrà inserire disposizioni per distinguere, ai fini della riscossione frazionata in pendenza di giudizio, tra maggiori imposte accertate a fronte di maggiori redditi non dichiarati e maggiori imposte accertate a seguito di disconoscimento di componenti negativi».

Il governo, come spiegato a Italia Oggi dal presidente della Commissione Finanze di Montecitorio Daniele Capezzone:

«avrà a disposizione 12 mesi per l’emanazione dei decreti delegati ma è vincolato ad emanare il primo entro 4 mesi dalla conversione della delega in legge, considerando poi, che entro la metà di ottobre l’iter della delega dovrebbe concludersi, già per la fine dell’anno si dovrebbero vedere i primi risultati».

Tempi stretti dunque. Sempre che l’esecutivo Letta rimanga in sella fino ad allora.

La riforma in soldoni prevede che il valore catastale di un immobile dovrà essere determinato non più in base al numero dei vani, ma in base ai metri quadrati, senza superare il valore di mercato, e prendendo in considerazione tipologia di appartenenza dello stabile e microzona del territorio comunale.

Si va quindi verso un catasto più equo, verso un valore di mercato dell’immobile che si allinea a parametri e standard europei per intervenire contro la sperequazione che c’è in Italia fra i valori appunto di catasto e quelli di mercato, con tanto di alleggerimento della tassazione per i proprietari di appartamenti con le stanze più piccole.

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