Cosa aumenta con l’Iva al 22%?

Benzina su di 1,5 centesimi. Più caro anche il caffè.

Da oggi 1 ottobre scatta il temuto aumento dell'Iva dal 21 al 22%. Niente rinvio dunque, sarebbe stato il terzo, dell’innalzamento dell’imposta previsto dal decreto legge numero 98 del 2011 (governo Monti).

In due anni questo è il secondo incremento di un punto dell’aliquota dell’Iva ordinaria. L’Italia con l’Iva al 22% supera così di poco la media dell’aliquota europea (21,33%)

Le aliquote Iva standard degli altri paesi dell’Ue vedono la Germania ferma al 19% la Francia al 19,6%, la Spagna al 21% mentre il Belpaese si piazza un gradino sotto la Grecia la cui aliquota Iva standard è al 23%. In Lussemburgo si registra l’Iva più bassa d'Europa (15%), in Ungheria la più alta, al 27%.

Ma l’aumento dell’imposta sul valore aggiunto, reso inevitabile dalla crisi del governo delle larghe intese, su che quali beni e servizi avrà immediate ricadute in termini di incremento dei prezzi? In primo luogo su elettrodomestici, carburanti, servizi alla persona, auto, mobili, telecomunicazioni.

Anche su alcuni servizi esenti, come banche assicurazioni e sanità, si potranno avere degli aumenti sui prezzi per effetto del maggior costo dell’Iva non detraibile per i fornitori.

Ma vediamo in dettaglio quali sono i prodotti e i servizi maggiormente diffusi che costeranno di più con passaggio dell'Iva dal 21 al 22%. In soldoni, cosa aumenta.

    -televisori
    -macchine fotografiche
    -videocamere computer
    -palmare e tablet
    -caravan
    -barche
    -strumenti musicali
    -giocattoli
    -articoli sportivi
    -manifestazioni sportive e parchi divertimento
    -stabilimento balneare
    -piscine
    -palestre
    -articoli di cartoleria
    -pacchetti viaggio vacanza
    -automobili
    -ciclomotori e biciclette
    -trasferimento proprietà auto e moto
    -affitto garage e posti auto
    -pedaggi e parchimetri
    -apparecchi e servizi di telefonia
    -tabacchi
    -abbigliamento e calzature
    -rasoi elettrici
    -articoli per la pulizia e per l'igiene personale
    -profumi e cosmetici
    -gioielli e orologi
    -valige e borse
    -parrucchiere
    -servizi legali e contabili
    -mobili
    -lampade
    -biancheria
    -frigoriferi
    -lavatrici
    -lavastoviglie
    -forno
    -piatti
    -detersivi per la casa
    -carburanti
    -caffè
    -bevande gassate
    -succhi di frutta e bevande analcoliche
    -liquori, vini e spumanti

Cosa non aumenta invece?
Tutti i prodotti che compongono il paniere dei beni e servizi assoggettati all’Iva ridotta del 4% - cioè quella che si applica ai generi alimentari di prima necessità (pane, carne, pesce, latte, uova) a libri, giornali e alla prima casa. Non aumentano nemmeno i beni e i servizi sottoposti all’aliquota del 10%: cioè, l’energia elettrica per uso domestico, i trasporti di persone, le ristrutturazioni edilizie, i ristoranti e gli alberghi e così via.

Secondo Confcommercio in un quadro di inflazione sotto controllo con l'aumento dell'Iva si avrà comunque un incremento dei prezzi tra ottobre e novembre 2013 di circa lo 0,4%, con un effetto trascinamento anche nel 2014.

L’incremento dell’Iva non potrà che frenare i consumi interni, già in profonda crisi ma non dovrebbe produrre conseguenze sulle vendite all’estero su cui non pesa l’Iva all’origine.

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