Fiducia di governo: il voto di Squinzi e dello spread BTP-Bund

Giorgio Squinzi dopo il voto di fiducia: "E' positivo". Lo spread scende sotto i 255 punti

Diciamoci la verità: c'era anche un pezzo (un gran pezzo) di economia e finanza sul piatto della fiducia al governo Letta, votata a maggioranza dopo la seduta di questa mattina del Senato: all'apertura di questa mattina i mercati hanno mantenuto un clima tiepido, attendendo la pronuncia del Senato italiano (o, meglio, di Silvio Berlusconi).

Confrontando gli orologi infatti i mercati non hanno atteso il voto, accontentandosi delle dichiarazioni del senatore Berlusconi: lo spread Btp-Bund è calato sotto i 255 punti (più basso di ieri) base dopo le dichiarazioni di Enrico Letta, ma al termine delle parole del Cavaliere è ulteriormente calato raggiungendo quota 253 punti: il rendimento del decennale del Tesoro è al 4,34%, in questo momento.

A rincarare la dose di ottimismo è stato Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, il quale a margine dell'inaugurazione di Madexpo ha accolto positivamente il voto del Senato:

"Mi chiedo perché siamo arrivati a questo punto, mettendo in fibrillazione i mercati, creando instabilità politica e confusione nella testa degli italiani. [...] Abbiamo bisogno di stabilità e di semplificazione. Dateci un paese normale e vi faremo vedere cosa siamo capaci di fare."

ha dichiarato Squinzi che ha plaudito alle parole di Letta, non comprendendo la retromarcia berlusconiana avvenuta proprio pochi attimi prima del voto. Commentando i provvedimenti contenuti nel DL "destinazione Italia" Squinzi si è detto anche soddisfatto delle misure al vaglio dell'esecutivo per aiutare le imprese e il rilancio dell'economia, a cominciar da quel saldo dei pagamenti arretrati che Letta ha promesso entro dicembre:

"Ci sono tante cose bisogna vedere come uscirà dal dibattito parlamentare. Il problema però è riattivare gli investimenti italiani perchè molti imprenditori stanno considerando di andare all'estero."

Non si è tuttavia prodigato in previsioni future sul destino politico dell'Italia.

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