Moody’s: Governo ok, ma l’instabilità minaccia l’obiettivo deficit/pil sotto 3%

L'agenzia di rating dopo la fiducia all'esecutivo Letta in Senato: la sopravvivenza dell'attuale governo è il miglior esito possibile ma le tensioni politiche ritardano ripresa e riforme.

L’agenzia di rating Moody’s pur considerando positivamente il voto di fiducia ottenuto ieri dal governo Letta, avverte che l'instabilità politica pesa come un macigno sulle prospettive di ripresa dell’Italia, rendendo poco probabile il raggiungimento a fine anno di un rapporto deficit/pil entro il 3%:

"Anche se la sopravvivenza dell'attuale governo dell'Italia è il miglior esito possibile sotto il profilo del credito, le turbolenze politiche dell'ultima settimana hanno messo in luce la fragilità dell'esecutivo, che può ritardare le riforme fiscali e strutturali. Tale rinvio potrebbe minacciare la ripresa economica del Paese".

L’agenzia ricorda:

“Sono state le dimissioni di sabato scorso dei 5 ministri del Pdl ad innescare la crisi politica e i ministri si sono dimessi dopo il mancato accordo su una misura essenziale per portare il deficit entro il limite del 3% previsto dall'Unione europea"

Moody's, sottolinea come il governo delle larghe intese abbia incontrato difficoltà fin dall’inizio del suo cammino anche se Silvio Berlusconi:

"ha detto che le dimissioni dei ministri sono state una reazione alla decisione di aumentare l'Iva al 22% dal 21%. L'aumento dell'Iva è stato ritardato da luglio perchè il Pdl aveva chiesto di cancellarloLe tensioni fra i partner della coalizione si sono intensificate all'inizio di agosto. L'Italia è uscita dalla procedura d'infrazione del deficit quest'anno, dopo aver ridotto il deficit al 3% del Pil nel 2012 dal 5,5% del Pil nel 2009 ma l'instabilità politica ha effetti negativi sulla capacità del governo di procedere con le riforme strutturali e di bilancio".



Infine la fosca previsione:

“Ci aspettiamo che l'Italia non centri l'obiettivo di portare il deficit nel limite europeo del 3% del pil nel 2013".

Il che potrebbe influire sul rating assegnato all’Italia (Baa2 con outlook negativo) cioè il giudizio sull’affidabilità dello Stato di ripagare i titoli del proprio debito pubblico.

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