Pensioni: le richieste di modifica dei sindacati al governo

Il segretario confederale della Cgil Nicolosi: "Il governo non vuole cambiare rotta, ci fa sapere Giovannini. Ma così facendo condanna più generazioni alla precarietà e l’intera struttura sociale del paese ad una sofferenza sempre più evidente".

La Cgil di Susanna Camusso vuole un intervento sulle pensioni già nella prossima legge di Stabilità insieme a un taglio del cuneo fiscale, cioè delle tasse sul lavoro. In modo da porre un freno all’ingiusta distribuzione del reddito e all’esagerata tassazione sul lavoro dipendente e sulle pensioni.

Secondo la leader della Cgil:


Se la legge di Stabilità non scioglierà questo nodo, non si potrà che procedere con la mobilitazione. Senza risultati si deve avviare una stagione unitaria di mobilitazione.

Sulla stessa linea d’onda gli altri due maggiori sindacati italiani, Cisl e Uil. Il blocco della rivalutazione delle pensioni, il continuo aumento di tasse e tariffe non è più sostenibile per le tasche degli italiani. Gli incapienti - ovvero i contribuenti che non possono usufruire di sgravi fiscali perché il loro livello di reddito è al di sotto della soglia minima - oggi sono arrivati alla cifra record di 9,3 milioni.

Il segretario confederale della Cgil Nicola Nicolosi, coordinatore dell'area programmatica Lavoro Società spiega:


L’età della pensione è diventata troppo alta e il naturale turn-over del mercato del lavoro si è fermato, in aggiunta alle difficoltà provocate da una crisi che non si vedeva da quasi un secolo. Il governo non vuole cambiare rotta, ci fa sapere Giovannini. Ma così facendo condanna più generazioni alla precarietà e l’intera struttura sociale del paese ad una sofferenza sempre più evidente, segnalata di volta in volta dai principali istituti statistici e di ricerca.

Il governo deve usare la leva fiscale per ridare a pensionati e lavoratori il potere d’acquisto perso nell'ultimo lustro di profonda crisi, secondo Cgil, Cisl e Uil, che chiedono al governo assegni pensionistici più alti e di rivisitare la riforma Fornero predisponendo norme ad hoc per l'uscita anticipata a favore di chi fa lavori usuranti.

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