Conti correnti e obbligazioni: interessi tassati al 22% dal 2014?

Pronta la batosta su redditi e capitali finanziari nella legge di Stabilità. Aumenta anche l’imposta di bollo. Oggi il Cdm che licenzierà la manovra.


    AGGIORNAMENTO - Non ci sarà l’aumento delle tasse sui Bot ma un incremento del costo del bollo sulla gestione dei titoli sì, ha detto il premier nella conferenza stampa successiva al varo della Legge di Stabilità. Dall'uno gennaio 2014 l'aliquota sui redditi da dividendi, interessi, azioni, obbligazioni, fondi, polizze vita, conti deposito e così via sale dal 20 al 22% mentre i rendimenti sui titoli di Stato continueranno a beneficiare della tassazione agevolata al 12,5%. Anche possedere un deposito di titoli costerà di più, infatti l'imposta di bollo dal 2014 salirà allo 0,165% dallo 0,15% attuale.

Secondo la bozza di legge di stabilità, dal 2014 dobbiamo attenderci una stangata su redditi e capitali finanziari.

Dall’1 gennaio dell’anno prossimo gli interessi sui conti correnti, sui depositi bancari e le obbligazioni saranno tassati al 22%, dal 20% attuale.

Stessa storia per l’imposta di bollo, per i conti deposito e le polizze assicurative: dallo 0,15% pagato nel 2013 si sale allo 0,165%, da calcolare sul valore indicato nel rendiconto al termine del periodo di riferimento.

Tornerebbe anche, sempre secondo le indiscrezioni che circolano sulla legge finanziaria, la possibilità di affrancare le plusvalenze latenti sugli stock finanziari presenti alla data del cambio di aliquota, il 31 dicembre 2013. Come già avvenuto nel 2011.


Il cuore della manovra sarà il taglio del cuneo fiscale, tra i 4 e i 5 miliardi di euro, che dovrebbe essere compensato dalla riduzione della spesa sanitaria dal 2014 al 2015 per complessivi 2,65 miliardi di euro.

Dal 2014 poi le imprese potranno dedurre ai fini Irap il costo di ogni nuovo assunto, ma a tempo indeterminato, fino a un massimo di 15 mila euro.

Altra novità delle ultime ore è l’istituzione della Trise, il nuovo tributo sui servizi comunali che si compone di due parti: la prima si chiama Tari ed è relativa alla gestione dei rifiuti urbani, la seconda si chiama Tasi e riguarda i costi relativi ai "servizi indivisibili" dei comuni. Secondo la bozza delle legge di stabilità in possesso dell’Agi la Tasi andrà pagata "da chiunque possieda, occupi o detenga a qualsiasi titolo le unità immobiliari, con vincolo di solidarietà tra i componenti del nucleo familiare o tra coloro che usano in comune le unita' stesse".

La legge di stabilità cancella l'Imu sulla prima casa ma la rende permanente per tutti gli altri immobili (inglobandola nella Trise) con una serie di modifiche apportate all'articolo 13 del decreto legge 201 del 2011.

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