I punti principali della Legge di Stabilità

Nessun taglio alla Sanità. Letta: "una legge senza tasse e senza tagli sul sociale, per la prima volta da anni".

Dopo la ridda di indiscrezioni e smentite ecco i punti principali della Legge di Stabilità licenziata ieri sera dal governo Letta. Si tratta di una manovra da 27 miliardi spalmati su tre anni. Una finanziaria “in cui i conti quadrano senza aumentare tasse e senza fare tagli al sociale e alla sanità come accadeva negli anni scorsi” ha detto il premier.

Vediamo i contenuti della legge:

Nessun taglio di spesa - La sanità non verrà toccata nel triennio 2014-2016, salta così la paventata sforbiciata da 2,6 miliardi prevista nella bozza della legge che aveva messo in allarme il ministro Beatrice Lorenzin e l'intero settore.

Cuneo fiscale e incentivi al lavoro - Letta ha anche assicurato sul fatto che la pressione fiscale su cittadini e imprese diminuirà. Fulcro delle legge è il taglio del cuneo fiscale, della differenza tra il costo del lavoro lordo a carico dell'imprenditore e il compenso netto preso in busta paga dal dipendente. La riduzione del cuneo sarà di 5 miliardi per i lavoratori e 5,6 miliardi per le imprese, sempre nel periodo 2014-2016. Troppo poco secondo Confindustria, ma la coperta era corta. Tra gli interventi per i lavoratori è previsto poi un incentivo per il passaggio dai contratti a tempo determinato a quelli a tempo indeterminato. La cig in deroga sarà rifinanziata per il 2014 per 600 milioni. Il fondo per la social card crescerà di 250 milioni.



Patto di Stabilità allentato per i Comuni - "C'è un allentamento del patto di stabilità per i Comuni, da un miliardo di euro. È un segnale importante nella direzione dello sviluppo, è un allentamento per consentire gli investimenti in conto capitale". Il presidente del Consiglio ha poi spiegato che il 5 per mille verrà rifinanziato, e altrettanto l'ecobonus. Letta ha poi annunciato che l'aumento dell'Iva che doveva scattare a gennaio sulle cooperative sociali non ci sarà e nemmeno l'aumento delle tasse sui Bot, ma "solo" un incremento del costo del bollo sulla gestione dei titoli.

Trise - Sul nuovo tributo che accorpa la tassazione sugli immobili e quella sui servizi comunali Letta assicura che "Non sarà una nuova Imu".

Coperture - Le risorse arriveranno, ha detto ancora Letta: "Dall'aggressione dei capitali illegalmente esportati". La legge di Stabilità vale "circa 11,5 miliardi nel 2014, 7,5 nel 2015 e 7,5 nel 2016" ha spiegato il premier: "il reperimento delle risorse, cito i dati del 2014, avviene su quattro grandi voci: 4,5 miliardi di tagli alla spesa (3,5 allo Stato e 1 miliardo per le Regioni); 3,2 miliardi da dismissioni immobiliari, revisione del trattamento delle perdite di banche e altri intermediari; un miliardo e 900 milioni da interventi fiscali: 500 milioni da limatura delle spese per tasse, e altri interventi che hanno a che vedere con le attività finanziarie, in particolare l'aliquota di bollo". La pressione fiscale nel triennio 2014-2016 dovrebbe così scendere dal 44,3% al 43,3%.

Deficit/pil - Il premier in conferenza stampa ha aggiunto che la legge di Stabilità permetterà di rispettare gli impegni con l'Europa e di raggiungere l'obiettivo del 2,5% del rapporto deficit/pil già nel 2014. Il provvedimento “porterà l'Italia fuori dalla recessione a un livello di crescita sostenibile, intorno al 2 per cento".

Ora la palla passa al parlamento e alle parti sociali che dovranno discutere come utilizzare le risorse per il taglio del cuneo fiscale e contributivo. Letta ha spiegato che il governo attende indicazioni da loro su come allocare al meglio le risorse per il taglio delle tasse ai lavoratori.

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