Telecom: 16mila dipendenti a rischio licenziamento

Il rischio esuberi e le ipotesi sullo scorporo della rete.

Dopo il passaggio di Telecom in mani spagnole che novità ci saranno per i dipendenti della compagnia telefonica? Secondo quanto emerge da uno studio della Cgil, non ci saranno novità positive, di nessun tipo. Anzi, si rischiano di perdere 16mila posti di lavoro. Il sindacato non si accontenta delle rassicurazioni ricevute dal management di Telecom, soprattutto alla luce dei ricavi scesi del 18% negli ultimi tre anni.

E anche alla luce del fatto che dal 1997 fino a oggi sono stati tagliati più di 70mila posti di lavoro. Tagli fatti utilizzando gli ammortizzatori sociali e quindi facendoli gravare sulla collettività tutta. Ma ad aumentare le possibilità che si proceda a ulteriori tagli c'è anche l'eventualità che si decida per uno scorporo della rete (per evitare problemi di sicurezza di cui si è già parlato) e il rischio che Telefonica decida di dire addio ai call center e rendere marginali le società a lei legata che si occupano di informatica.

Nel caso si vada verso lo scorporo della rete, la cosa più probabile è che si decida per fondare una newco finanziata attraverso la Cassa Depositi e prestiti. In alternativa si pensa a un pacchetto azionario in cui tutti gli operatori telefonici siano presenti. Nessuna delle due alternativa, sicuramente, è però in grado di scongiurare i licenziamenti.

Inoltre, l'idea di una newco pubblica rischia di trasformarsi nell'ennesimo carrozzone, mentre l'idea di una società a cui partecipano tutti gli operatori del settore non potrebbe funzionare, per via dei conflitti d'interesse e dei veti incrociati che per forza di cose si andrebbero moltiplicando. A tutto guadagno di Telefonica, che si vedrebbe portata via la parte che richiede maggiori investimenti. Che quindi resterebbero sulle spalle italiane per un'azienda che porterà gli eventuali ricavi in Spagna.

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