Istat: 6 milioni di potenziali lavoratori a casa, tra disoccupazione e sfiducia

Le tabelle Istat sulle forze lavoro potenziali nel secondo trimestre del 2013. Più della metà degli inattivi potenzialmente occupabili vive nel Sud Italia.

Secondo le tabelle Istat relative al II trimestre 2013 diffuse oggi gli italiani potenzialmente impiegabili nel processo produttivo sono oltre 6 milioni. La somma è data dai 3,07 milioni di disoccupati più i 2,99 milioni di persone (tra cui gli scoraggiati) che non cercano un lavoro ma sono disponibili a lavorare, o che cercano un lavoro ma non sono immediatamente disponibili.

La tabella Istat sulle forze lavoro potenziali nel secondo trimestre mostra che 2.899.000 persone tra i 15 e i 74 anni pur non cercando un impiego attivamente sarebbero state disponibili a lavorare. In termini percentuali si tratta dell’11,4% cioè oltre il triplo rispetto alla media europea, sempre considerando il periodo che va da aprile a giugno del 2013. A questi quasi 2,9 milioni vanno aggiunte circa 99.000 persone che pur cercando un impiego non erano disponibili subito a lavorare.

All'interno primo gruppo, formato dai cosiddetti inattivi, ovvero quelli che non cercano ma sono disponibili a lavorare, ci sono anche quasi 1,3 milioni di persone scoraggiate, che cioè un lavoro non lo cercano convinte che sia inutile perché tanto non lo troverebbero.

E la situazione si fa ancora più grave nel Sud della penisola, specie per i più giovani. Nel II trimestre dell’anno su 3.075.000 disoccupati quasi la metà vivono nel Meridione (1.458.000) e oltre la metà sono giovani: 1.538.000 nella fascia tra i 15 e i 34 anni, 935.000 nella fascia d'eta che va dai 25 ai 34 anni. Il bacino potenziale di forza lavoro al Sud è di 1.888.000 persone sui 2.998.000 inattivi potenzialmente occupabili.

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