L’imposta di bollo aumenta dal 2014: la mini patrimoniale mascherata

Dal 1° gennaio 2014 l’imposta di bollo su dossier titoli e depositi salirà dall'1,5 al 2 per mille.


La bozza di legge di Stabilità licenziata dal governo e ora all’esame del Senato prevede l’aumento dell’imposta di bollo sulle comunicazioni relative ai prodotti finanziari. Una mini patrimoniale neanche troppo mascherata, che peserà sulle tasche dei risparmiatori. Altro che la prima finanziaria che non aumenta le tasse per i cittadini, come detto con toni trionfali dal presidente del Consiglio Enrico Letta all’indomani del varo delle manovra.

Dal 1° gennaio 2014 quindi l’imposta di bollo su dossier titoli e depositi salirà dall’attuale 1,5 al 2 per mille dell’importo detenuto. In soldoni ad essere colpite saranno azioni, obbligazioni, titoli di stato, quote di fondi, conti deposito, certificati, polizze, derivati. Sono esclusi dall’aumento el polizze Vita Ramo I, i fondi pensioni e i fondi sanitari.

Rispetto alla bozza originaria delle legge di stabilità per il 2014 è vero non c’è l’innalzamento dal 20 al 22% della tassazione delle rendite finanziarie e dei capital gain, ma la "patrimonialina" sui dossier titoli, che inizialmemte doveva passare dallo 0,15% allo 0,165%, è arrivata come detto al 2 per mille, per 527 milioni di euro in più che rimpingueranno le casse dello Stato a partire dall'anno prossimo e sulle spalle dei risparmiatori.

E non escluso che l’aliquota dello 0,2% possa essere applicata anche all’Ivafe (Imposta sulle attività finanziarie detenute all’estero) per garantire quella parità di trattamento imposta che la commissione europea esige.

L’imposta di bollo su un conto corrente classico comporta un prelievo minimo fisso di 34,20 euro annui, per la persone fisiche, se la giacenza media annua del deposito è superiore a 5000 euro, se è più bassa si è esenti.

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