Le tasse sul lavoro in Italia sono cresciute del 2,6% durante la crisi

12 punti percentuali di differenza rispetto alla media dei 34 Paesi dell'Ocse dove il peso dei tributi sui lavoratori con famiglie è stato del 26,1% nel 2012.

Durante la crisi il peso del fisco sulle buste paga dei lavoratori italiani si è fatto più pesante. Come se non bastasse già la drastica riduzione del potere d’acquisto e del reddito disponibile. Il taglio del cuneo fiscale e contributivo previsto nella legge di stabilità a favore dei lavoratori, per 14 euro nette al mese in più, è solo un primo fiacco passo in avanti del tutto insufficiente a dare davvero una mano alle famiglie che arrivano alla fine del mese con l’acqua alla gola.

Secondo le simulazioni dell’Ocse, elaborate da AdnKronos, nel 2012 per un lavoratore dipendente con famiglia a carico (coniuge e due figli), le tasse sono cresciute del 2,6% arrivando al 38,3% contro il 35,7% del 2007.

Tutto questo mentre nei Paesi dell'Ocse si è registrata una riduzione delle tasse dello 0,2% e il carico fiscale sui lavoratori dipendenti italiani senza figli a carico, sempre l’anno scorso, ha raggiunto la percentuale record del 47,6%, dal 46,4% del 2007.

Il peso medio dei tributi sui lavoratori con famiglie nei 34 Paesi Ocse è stato del 26,1% nel 2012. Il prelievo sulle buste paga degli italiani è arrivato invece al 38,3%, ben 12,2 punti percentuali in più rispetto alla media dei paesi dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico fondata nel 1948, con sede a Parigi.

C’è da dire che c’è chi ci supera. Magra consolazione, ma nella classifica generale del peso del fisco sulle buste paga l’Italia si piazza al quarto posto, dopo la Francia (43,1%), la Grecia (43%) e il Belgio (41,4%).

Soffermandoci alla sola eurozona e quindi ai 17 Paesi della moneta unica, l'aumento medio del prelievo fiscale sui lavoratori dipendenti è stato l’anno scorso di un punto, passando dal 30,4% al 31,4%. I lavoratori italiani perciò versano all’erario il 7,4% in più dei contribuenti di Eurolandia e se si esclude il Belpaese dalla media il dato complessivo cala della metà (0,5 punti).

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