Istat: il Pil crolla dell'1,8% nel 2013, la ripresa nel 2014

La caduta del Pil dovrebbe arrestarsi nell'ultimo trimestre dell'anno. Lo scenario di previsione si basa su "ipotesi specifiche sull'evoluzione del quadro internazionale, delle condizioni di liquidità e di incertezza economica e politica".


    Aggiornamento 12.25 - Arriva a stretto giro la replica del ministro dell'economia Fabrizio Saccomanni alle stime Istat sul Pil italiano riviste al ribasso per il 2013-2014 rispetto alle più ottimistiche previsioni del governo. Dice Saccomanni: "Abbiamo opinioni leggermente diverse, non so se l'Istituto stia tenendo conto delle riforme e dei rimborsi dei debiti della pubblica amministrazione". Secondo il ministro: "La differenza di stime sulla crescita del Pil nel 2014 fra Istat e Tesoro è "essenzialmente dovuta al processo di riforme strutturali che abbiamo intrapreso e alle misure per il rimborso dei debiti della pubblica amministrazione che sta procedendo molto bene".

Gli sbandierati segnali di ripresa dell’economia italiana che avremmo dovuto vedere in quest’ultima parte dell’anno secondo le previsioni del governo sono rimasti un miraggio. Tutto è rinviato all’anno prossimo. Lo certifica l’Istat, secondo cui nel 2013 il Pil italiano crollerà dell'1,8% e la ripresa ci sarà solo nel 2014 quando il prodotto interno lordo dovrebbe aumentare dello 0,7%.

Secondo le “Prospettive per l'economia italiana nel 2013-2014” diffuse oggi dall’Istituto nazionale di statistica la caduta congiunturale del Pil, che prosegue interrotta dal terzo trimestre del 2011, dovrebbe bloccarsi nell'ultimo trimestre dell'anno in corso. Ma, appunto:

"la variazione in media d'anno risulterebbe per il 2013 ancora fortemente negativa (-1,8%)”.

Poi, nel 2014, il Pil crescerebbe dello 0,7%. La domanda interna al netto delle scorte tornerebbe in positivo (+0,4%), e si registrerebbero aumenti marginale della domanda estera netta (+0,2%) e delle scorte (+0,1 punti percentuali).

Lo scenario di previsione, spiega l'Istat, è legato a:

"ipotesi specifiche sull'evoluzione del quadro internazionale, delle condizioni di liquidità e di incertezza economica e politica".

Con una minore crescita dell’economia mondiale il Pil italiano nel 2014 farebbe cioè segnare un aumento più contenuto. Di contro, un miglioramento delle condizioni di liquidità e la riduzione dell'incertezza globale non potrebbero far altro che stimolare un incremento ulteriore degli investimenti e una crescita del prodotto interno lordo più consistente. L'Istat rivede così al ribasso le recenti stime del governo che indicava un prodotto interno lordo a -1,7% per il 2013 e in crescita dell'1% nel 2014.

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