Crisi: un italiano su quattro acquista prodotti contraffatti

In testa ai prodotti "tarocco" più acquistati l'abbigliamento, subito dopo gli alimentari: per il 55,3% dei consumatori è piuttosto normale se si è in difficoltà.

Complice la crisi che ha lasciato vuote le tasche degli italiani, un concittadino su quattro ormai acquista prodotti contraffatti, dall’abbigliamento ai farmaci, l’imperativo è risparmiare. Il fenomeno è in aumento negli ultimi anni e diffuso soprattutto tra le donne e giovani, specie nel Sud del Paese.

È la foto scattata dall’indagine Confcommercio-Format su come sono cambiati i consumi degli italiani alla prese con un reddito disponibile medio che nel 2012 è scivolato ai minimi dal 1990.

Quali sono i prodotti contraffatti più acquistati? Al primo posto c’è l’abbigliamento (41,2%), subito dopo alimentari e bevande (28,7%), poi i prodotti di pelletteria (26,9%), gli occhiali (26,7%), scarpe e calzature in genere (21%), profumi e cosmetici (18,1%), farmaci (15,6%) e i prodotti parafarmaceutici (14,9%).

Ma ci sono anche i prodotti taroccati 2.0 come ad esempio biglietti per spettacoli, cinema e concerti, o titoli di viaggio pirata, che di solito vengono acquistati online. Niente di strano comunque per il 55,3% dei consumatori che ritiene questi acquisti abbastanza normali per chi è in difficoltà finanziarie.

Gli stessi consumatori però sono a conoscenza delle conseguenze di tali abitudini di acquisto: circa l'80% di loro ne fa solo un questione di utilità e sa che comprare prodotti illegali o contraffatti, o l'uso abusivo di servizi vari, può determinare rischi per la salute e la sicurezza. Consapevolezza che si estende al fatto che l'illegalità altera le regole del mercato andando a discapito della concorrenza e delle imprese regolari.

Tra gli acquirenti di prodotti contraffatti ci sono però anche gli inconsapevoli: il 10,3% degli intervistati infatti almeno una volta ha ammesso di essersi accorto solo dopo aver comprato un prodotto o un servizio di aver preso una fregatura, dimostrando comunque nella maggior parte dei casi un atteggiamento di tolleranza.

© Foto TMNews

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