Commissione Ue: ripresa leggera e graduale per l’Italia

Dopo due anni di recessione si profila una "graduale e lieve ripresa a partire dal quarto trimestre" del 2013. Le stime della commissione Ue sul Pil italiano nel 2013-2014 si allineano a quelle dell'Istat. Promossa la legge di stabilità.

Dopo la doccia fredda dell’Istat che ha rivisto al ribasso le stime sul Pil italiano per il 2013-14 rispetto a quelle del governo, suscitando le ire del ministro dell’Economia, l’esecutivo Letta incassa oggi l'analoga previsione da parte Commissione europea. Per Bruxelles la ripresa dell'economia italiana infatti l'anno prossimo sarà più debole di quanto previsto dai tecnici del ministero diretto da Fabrizio Saccomanni .

Per la Commissione dell’Ue la flessione del Pil italiano quest’anno sarà dell’1,8%, dal -1,3% delle proiezioni primaverili e contro il -1,7 previsto dal governo. Nel 2014 invece la crescita sarà dello 0,7%, contro la più rosea previsione del governo, dell‘1,1%.

Le stime della Commissione sul Pil italiano sono identiche a quelle dell’Istat che ha chiarito come le previsioni diffuse ieri abbiano tenuto conto degli ultimi provvedimenti previsti nella legge di stabilità rispondendo così alle obiezioni di Saccomanni.

La cause di questa revisione al ribasso dell’Ue sul nostro sul nostro prodotto interno lordo? La commissione parla di:

"investimenti significativamente inferiori, un ambiente esterno meno dinamico, un maggiore apprezzamento del tasso di cambio".

In un quadro che rimane di persistente credit crunch e debolezza della domanda interna. Secondo la Commissione comunque:

"gli indicatori disponibili suggeriscono che la recessione potrebbe essere vicina al punto di minimo".

Una moderata e graduale ripresa della produzione dovrebbe manifestarsi nell'ultimo trimestre del 2013 anche grazie alla liquidazione dei debiti della pubblica amministrazione alle imprese, a un orientamento fiscale più neutrale e a un aumento della domanda esterna, specie extra Unione europea.


Per il mercato del lavoro italiano sarà ancora un biennio nero, con il tasso disoccupazione medio annuo destinato ad arrivare al 12,4% nel 2014:

"L'occupazione continuerà a ridursi sostanzialmente nel 2013, si stabilizzerà nel 2014 e tornerà a riprendersi solo nel 2015".

Per quanto riguarda il rapporto deficit-Pil Bruxelles stima che l'indebitamento per quest'anno rimanga al 3% (dal 2,9% precedente) cioè entro la soglia oltre cui scatta la procedura d'infrazione.

La previsione contempla :

"la piena applicazione delle politiche di bilancio previste dalla legislazione".

Ovvero delle misure contenute nella legge finanziaria. Per il 2014 il deficit è indicato al 2,7% (dal 2,5% precedente) e nel 2015 al 2,5%.

Il rapporto debito/Pil salirà invece ancora: dal 127% del 2012 al 133% del 2013 e al 134% nel 2014 e ciò anche per via dei pagamenti dei debiti commerciali della Pa alle imprese creditrici. Solo nel 2015 il rapporto prenderà la discesa attestandosi al 133,1%.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail