S&P taglia il rating della Francia

Il premier francese Jean-Marc Ayrault, piccato, ha ribattuto che il giudizio sulla Francia "rimane tra i migliori al mondo". Per il ministro dell'Economia le valutazioni di S&P sono inesatte.

Doccia fredda per la Francia, l’agenzia di rating americana Standard e Poor’s ha tagliato il giudizio su debito sovrano a lungo termine in valuta estera e locale del Paese transalpino, portandolo da AA+ ad AA, mentre l’outlook, è stato rivisto da negativo a stabile.

Secondo S&P l’alta disoccupazione sta minando il sostegno alle pur importanti misure strutturali e di politica fiscale messe a punto dall’esecutivo francese.

Le riforme macro-economiche intraprese infatti non aumenteranno in modo consistente le prospettive di crescita a medio termine. I margini di manovra per aumentare le entrate si sono ridotti, perciò appare difficile che il debito del Paese possa calare. Da qui il downgrade di S&P, per un rating che rimane comunque alto.

L’agenzia nella nota diffusa dopo la decisione spiega:

"Crediamo che le misure di politica economica assunte dal 23 novembre 2012 non hanno ridotto il significativo rischio che il tasso di disoccupazione rimanga al di sopra del 10% fino al 2016".

Allora S&P aveva confermato il rating della Francia, dopo che a gennaio del 2012 gli aveva tolto la tripla tripla "A", seguita poi nel declassamento anche da Moody's e Fitch.  

In ogni caso, si legge ancora nel coomunicato di Standard e Poor’s:


“L'outlook stabile riflette la nostra aspettativa che il governo si impegni a contenere il debito netto e che la probabilità di un'ulteriore azione sul rating della Francia nel corso dei prossimi due anni è inferiore a uno su tre".

Il taglio del rating sovrano, cioè della capacità di ripagare i titoli del proprio debito pubblico, quindi dell’affidabilità finanziaria del Paese, ha fatto andare su tutte le furie il governo francese. Il premier Jean-Marc Ayrault, piccato, ha detto che il giudizio sul Francia "rimane tra i migliori al mondo" aggiungendo che l'agenzia di rating americana non prende in considerazione "tutte le riforme". Il ministro dell'Economia Pierre Moscovici, poco prima aveva bollato il giudizio di S&P come "critico e inesatto".

A luglio era toccato al debito sovrano dell’Italia finire nel mirino di S&P che ha tagliato il giudizio sul Belpaese da BBB+ a BBB, un giudizio medio-basso, con outlook negativo.

© Foto Getty Images

  • shares
  • Mail