No tax area sotto i 12.000 euro, Fassina: costa troppo

Negli emendamenti presentatati alla legge di Stabilità spunta anche un aumento del canone Rai e l'ipotesi di sanatoria fiscale.

Il viceministro dell'Economia Stefano Fassina stempera l’ottimismo sul possibile accordo relativo all’ampliamento della no-tax area, ovvero l'esenzione dall'Irpef per i contribuenti che dichiarano un reddito sotto i 12.000 euro, con le coperture da reperire con tagli di spesa delle amministrazioni pubbliche. Ora la soglia per essere esenti è fissata a 8.000 euro.
 
Fassina ieri in serata ha precisato che è ancora "presto per parlare di intese" sugli emendamenti alla legge di Stabilità concernenti appunto l'innalzamento della no tax area.

Il viceministro, ospite all’Ecofin per il bilancio Ue, in riferimento ai due emendamenti presentati sia dal Pd che dal Pdl in materia ha spiegato che ci sono sì delle convergenze tra i due partiti ma che parlare di intesa è "eccessivo". Il governo Letta infatti:

"ha dato un'ampia disponibilità al Parlamento a rivedere l'area dei beneficiari della riduzione fiscale concentrandola sui redditi più bassi.Temo che l'operazione, per come ho capito gli emendamenti, sia molto costosa e non finalizzata solo ai redditi più bassi, essendo un ampliamento della no-tax area che riguarda tutti, anche chi ha un reddito alto, che comunque non pagherebbero l'Irpef per i primi 12.000 euro. Non sono sicuro che sia il modo migliore per utilizzare le scarse risorse che abbiamo".

Risorse che semmai essere vanno dirottate su lavoratori e famiglie in maggiori difficoltà, ha concluso Fassina.

Intanto tra le pieghe di quella che una volta chiamavamo finanziaria spunta anche il possibile aumento del canone Rai, di 6 euro, a partire dal primo gennaio 2014 per "assicurare le risorse spettanti all'emittenza radiotelevisiva locale", dopo che alcuni senatori Pd e Pdl hanno presentato emendamenti fotocopia.

Il Pdl invece ha proposto una sanatoria fiscale e contributiva dei debiti pregressi fino al 31 dicembre 2012 senza corrispondere interessi di mora e sanzioni e pagando l'80% della somma dell'imposta iscritta a ruolo. L’emendamento è stato presentato dal relatore del Pdl alla legge di stabilità Antonio D'Alì.

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