Pensioni e Fisco: gli italiani sono i più tartassati d’Europa

Uno studio di Confesercenti confronta il rapporto tra trattamento fiscale e pensioni in Europa.



I pensionati italiani oltre a essere tra i più poveri d’Europa, più della metà prende meno di 1.000 euro al mese, sono anche i più tartassati dal Fisco. A pesare in modo “punitivo” sul trattamento fiscale degli ex lavoratori è l'eccesso di prelievo dato dalla combinazione fra Irpef e addizionali regionali e comunali.

Poi a differenza di quello che succede nel resto del vecchio continente, il carico fiscale sulle pensioni degli italiani è superiore a quello che grava sui redditi da lavoro dipendente di ammontare analogo.

A fornire questi dati è uno studio di Confesercenti che analizza il rapporto tra fisco e pensioni in Europa: l'importo delle detrazioni d'imposta riconosciute ai pensionati italiani, pari a 1.725 euro sotto i 75 anni e a 1.783 euro oltre 75 anni, è più basso di quello previsto per i redditi da lavoro dipendente (1.840 euro).

Come se ciò non bastasse da noi non esistono trattamenti impositivi agevolati riconosciuti invece nella stragrande maggioranza dei Paesi europei, ad esempio attraverso il ricorso a deduzioni maggiorate o a esenzioni parziali dell'importo della pensione dall'imposta sul reddito.

Il pensionato italiano in definitiva è soggetto a un prelievo fiscale che è il doppio di quello spagnolo, il triplo di quello inglese, il quadruplo di quello francese e molto ma molto più alto rispetto a quello tedesco. Traducendo in euro il valore delle imposte pagate in ogni Paese, prendendo come riferimento un assegno pensionistico pari a tre volte il minimo, si passa dagli oltre 4.000 euro che pesano sulle tasche del pensionato italiano ai 39 euro a carico del pensionato tedesco.

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