Ocse: “Debito italiano destinato a salire. Serve riduzione delle tasse sul lavoro”

Nonostante una leggera ripresa, nel 2014 la disoccupazione potrebbe salire ancora.

Secondo l’Ocse in Italia serve un’ulteriore riduzione delle tasse sul lavoro come parte di una coerente riforma fiscale complessiva perché, nonostante per il 2014 si preveda una ripresa del Pil, la disoccupazione potrebbe aumentare ancora, toccando il 12,4%, che significherebbe il 4% in più rispetto al 2011.

Questa interessante annotazione emerge dall’ultimo Economic Outlook dell’Ocse, che fa notare che l’Italia sta cominciando a uscire dalla crisi e nel 2014 e 2015 ci sarà una crescita in virtù dell’allentarsi del consolidamento fiscale, ma ci sarà ancora una generale “fiacchezza dell’economia”.

La crescita sarà sostenuta soprattutto dalle esportazioni, che nei prossimi due anni aumenteranno grazie a un incremento della domanda estera, mentre la domanda interna durante il 2014 prenderà slancio “in coincidenza con l’inversione di tendenza degli investimenti”.

Tuttavia, il debito pubblico salirà a causa della debolezza dell’economia e secondo l’Ocse il rapporto deficit/Pil potrebbe passare dal 145,7% del Pil nel 2013 al 146,7% nel 2014, quindi di un punto percentuale esatto, ma diminuirebbe nel 2015 fino al 146,1% del Pil.

L’organizzazione parigina ritiene che ci sia la necessità di un consolidamento fiscale “almeno pari a quanto programmato”, le recenti riforme devono essere necessariamente messe in pratica per rafforzare la ripresa ancora troppo debole e occorre diminuire le tasse sul lavoro perché nei prossimi due anni c’è il rischio concreto che il numero di disoccupati resti alto e anzi che aumenti poiché “è probabile che l’impatto della crescita della domanda all’inizio si tradurrà in un aumento delle ore lavorate in media dalle persone già occupate”.

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