Il digitale terrestre è davvero uno zombie?

digitale terrestre
La Tv analogica ha i giorni contati: il passaggio al digitale terrestre dovrebbe avvenire intorno al 2012!

Senza alcun dubbio, il digitale, presenta vantaggi molto consistenti, sia in termini di qualità che di costo, e permette di superare in parte il limite del numero di frequenze (il digitale permette di mandare sulla stessa frequenza quattro canali distinti).

Tuttavia, le profezie di Beppe “Masaniello” Grillo potrebbero realizzarsi: il digitale terrestre rischia di partire già vecchio al momento del suo start!

E le Tlc hanno, già da tempo, lanciato la loro sfida. A fine 2006 saranno oltre due milioni gli abbonati all'Ip Tv in Europa occidentale contro le 200mila famiglie in Italia. Questo dato dovrebbe far riflettere. E ancor di più la stima che, a fine 2008, vedrebbe crescere gli utilizzatori di questa tecnologia in Europa a quota 7 milioni di unità.

E in Italia? In Italia la broadband c'é di già e non arriva solo sul Pc, ma con la fibra ottica anche nei normali televisori. Il costo della posa, dei cavi in fibra ottica, costa si di più, ma consente ad un unica azienda di operare su Tv, telefonia fissa e Internet; e con la telefonia mobile di prossimo arrivo fanno quattro. Il problema semmai è un altro, ovvero che la crescita del broadband nel nostro Paese è stata del tutto asimmetrica, con il risultato di creare due Italie: quella di Internet e quella della televisione. Ecco perché il digitale, almeno al momento, resta l’unica opzione.

Che la Internet Tv sia il futuro prossimo lo sa bene Sky, che oltre a essere monopolista di fatto nella Tv satellitare (ciò é dovuto alla mancanza di competitor però e non da quella di satelliti o frequenze) ha già firmato un accordo con Fastweb (leggi su finanzablog) per la trasmissione dei contenuti di Sky-Italia.

Anche la nuova proposta di riassetto del sistema radiotelevisivo italiano allo studio del Governo punta alcune riflessioni sulla banda larga e utilizzo del protocollo IP.

Il digitale forse é vero, cosi com'è, stato lanciato, rischia di arrivare già vecchio nel 2012, ma le possibilità di utilizzo del digitale terrestre come piattaforma a 360°, e quindi anche per l'erogazione di servizi di pubblica utilità ai cittadini, sono elevatissime. Mette a disposizione tante delle potenzialità di Internet in maniera semplice e, soprattutto, alla quasi totalità delle persone. Un televisore in casa ce l'hanno tutti. Con il canale di ritorno e la banda larga, necessaria anche per Internet, la TV diventa un altro monitor su cui consultare i siti e informasi. Il problema non è la tecnologia, quindi ma unire le "due sorelle" e limitare la situazione di monopolio assoluto dei canali televisivi che si regge sul sistema delle concessioni. Con la Tv via Internet ogni computer che entra aggiunge spazio e informazioni mentre di norma ogni emittente radiofonica o televisiva leva spazio ai competitori. Proprio per questo resta aperta la discussione una regolamentazione del settore per non ripetere gli errori del passato.

  • shares
  • Mail