Tfr: il Governo taglia la testa al toro!

tfr finanziaria 2007

Governo e parti sociali sono arrivati ad un accordo preliminare sul Tfr. Ancora niente scritto nero su bianco, ma la buona volontà sembra esserci da tutte e due le parti. Nei giorni prossimi continuerà infatti la trattativa per sciogliere gli ultimi dubbi e chiarire tutti gli aspetti della faccenda. Ma a grandi linee l'accordo sembra ormai ben delineato. (leggi)

Avvio della previdenza integrativa a partire dal 1° gennaio 2007 (un anno prima di quanto previsto), quando scatteranno i sei mesi di tempo di silenzio assenso. Mesi durante i quali i lavoratori dovranno decidere se destinare il proprio Tfr ai fondi pensione o invece tenerlo in azienda. In caso di mancata scelta scatterà il silenzio assenso ed il Tfr sarà trasferito all'azienda.

All'Inps, per essere più precisi. Per tutte le imprese sopra i 50 addetti, che non hanno ottenuto l'esenzione totale del trasferimento all'Inps del Tfr, e che, quindi, dovranno trasferire interamente il loro Fondo trattamento fine rapporto all'Istituto.

Si parla di poco più di 23mila imprese appartenenti ai diversi settori, il 15% delle aziende italiane. Tra queste anche banche, assicurazioni e grande distribuzione.

Con il trasferimento del Tfr le aziende perdono un canale di autofinanziamento molto importante, per questo motivo Confindustria ha insistito per l'introduzione di “adeguate” compensazioni. (leggi)

A dire il vero più che una richiesta é una delle tre condizioni poste per l'accordo, le altre sono il rispetto assoluto della soglia dei 50 dipendenti e la transitorietà del passaggio all'Inps.

Il meccanismo con cui avverranno le compensazioni, l’ultima tessera del mosaico, é ancora oscuro e da definire. Forse la strada passerà attraverso la concessione di garanzie gratuite sui finanziamenti concessi alle imprese dagli istituti di credito, grazie ad un fondo mutualistico interbancario. Misura che non riempie il vuoto lasciato, nell’autofinanziamento delle aziende italiane, dal nuovo accordo.

La Cgil ha chiesto anche l'azzeramento della tassazione che grava sui fondi pensione, che ora è all'11%, “o quanto meno qualcosa di simile a quanto già avviene in altri Paesi europei”, ha detto Epifani.

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