Imu, i Comuni: "Non siamo il bancomat del governo"

Fassino, Presidente ANCI: "Non abusare della pazienza dei comuni"

Sarebbero 873 i comuni italiani in cui si pagherà ugualmente l'aumento della tassa sulla prima casa (e non la tassa in se): la cosa non va giù, ai sindaci come ai contribuenti, che si dicono sul piede di guerra e pronti a dar battaglia.

A dare un tono ufficialmente grave alla cosa ci ha pensato Piero Fassino, sindaco di Torino e Presidente dell'ANCI, che ieri sera ha rinnovato la richiesta di un incontro urgente con il Presidente del Consiglio proprio per avere delucidazioni sull'eventuale pagamento dell'imposta sulla prima casa che il governo aveva promesso di cancellare completamente.

"Il Governo faccia rapidamente chiarezza sulla seconda rata dell'Imu 2013 e onori gli impegni assunti con i contribuenti e i Comuni italiani. I sindaci hanno dimostrato ampiamente responsabilità e spirito propositivo, ma non si può abusare della loro pazienza e tanto meno si puo' abusare della pazienza dei cittadini. [...] Da troppe settimane e ancora nelle ultime ore si susseguono da parte di singoli esponenti governativi dichiarazioni contraddittorie e addirittura antitetiche. E' tempo che cessi questo assurdo balletto di parole che hanno il solo esito di alimentare confusione e sconcerto nei cittadini ed esasperazione negli Amministratori locali."

ha detto ieri Fassino, proprio rammentando al Governo quell'impegno assunto qualche mese fa, quando si promise formalmente di cancellare l'Imu sulla prima casa, almeno per l'anno 2013, e sopratutto di garantire agli enti locali l'identico gettito onde poter assicurare l'erogazione di essenziali servizi ai cittadini. Un tema che sta letteralmente preoccupando molti sindaci, tra i quali ci sono appunto Fassino per Torino ma anche Pisapia per Milano, De Magistris per Napoli e Marino per Roma.

Proprio il sindaco partenopeo Luigi De Magistris ha mostrato i muscoli ieri, lamentando al governo di utilizzare i comuni "come bancomat":

"L'ipotesi che il Governo non dia ai Comuni le risorse promesse non e' proprio da prendere in considerazione. Se così fosse, ce le andremo a prendere. [...] I sindaci si sono stancati di essere bancomat o esattori del Governo."

Una situazione in stallo dunque, ma che probabilmente non fermerà il fantomatico pagamento dell'aumento Imu: come spiegato chiaramente ieri da Andrea Signorelli qui su Soldiblog a Milano l’aliquota è passata dal 4 al 6 per mille; a Bologna dal 4 al 5 per mille; a Napoli dal 5 al 6 per mille; a Genova dal 5 al 5,8 per mille; ad Ancona dal 5,5 al 6 per mille; a Verona dal 4 al 5 per mille. Nel capoluogo lombardo, quindi, il conto sarà più salato (in media 73 euro), altrove dovrebbe rimanere tra i 35/45 euro.

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