Colf italiane triplicate dal 2011, aumentano le laureate

Il convegno di Assindatcolf: nel 2013 le assunzioni di dipendenti domestiche italiane sono il 9,26% del totale, dal 3,73 % del 2011. Due su tre lavorano senza un regolare contratto.

Italiana e in possesso di un titolo di studio, che sempre più spesso è la laurea. È l’identikit di tante nuove colf del 2013. I dati diffusi oggi durante il convegno organizzato da Assindatcolf, l'Associazione nazionale tra i datori di lavoro domestico, registrano innanzitutto un aumento delle assunzioni di dipendenti domestiche italiane, quasi triplicate rispetto al 2011, da quando cioè l’economia ha imboccato il tunnel della recessione senza vederne ancora l’uscita.

Secondo Assindatcolf, nel 2011 le assunzioni di dipendenti domestiche italiane riguardavano il 3,73% del totale, per arrivare nel 2013 al 9,26% di colf italiane. L'associazione sottolinea che la maggior parte delle assistenti di casa lavora senza un regolare contratto, due su tre, risultano in nero, specie al Sud. Il 16% delle lavoratrici registrate all'Inps sono invece dipendenti di famiglie residenti nel Lazio, per il 90% concentrate nella sola provincia di Roma.

Il presidente di Assindatcolf, Renzo Gardella, ha spiegato:

È questa la realtà in cui oggi Assindatcolf nel trentesimo della sua fondazione si trova ad operare ed è proprio per questo aspetto che abbiamo pensato ad un convegno, non impostato sul ricordo del cammino percorso, bensì proiettato a immaginare il futuro di quel settore del lavoro che tanta importanza nella vita quotidiana di tutti. Per quanto ci riguarda, quindi, questo convegno lo vogliamo considerare non un punto di arrivo, ma un vero e proprio punto di partenza per i prossimi anni, da cui scaturiranno soluzioni, proposte e idee per lo sviluppo di sicuro interesse.

E veniamo alla scolarizzazione delle colf. Stando ai numeri di Assindatcolf al quasi totalità delle lavoratrici ha un titolo di studio della scuola media superiore e come detto sono in crescita le colf con una laurea, che in un anno - tra il 2012 e il 2013 - salgono intorno all'1,8-2% del totale. Complice la crisi la ricerca di un impiego qualificato, o quantomeno rispondente alle proprie aspettative di studio, diventa ancora più difficile.

L'offerta di lavoro langue decisamente, la disoccupazione è su livelli record, e la percentuale di chi è disposto ad adattarsi pur di non rimanere con le mani in mano aumenta laddove c'è richiesta. Del resto il settore dei servizi di cura e assistenza è uno dei pochi in crescita nel nostro Paese: dal milione di lavoratrici del 2011 si è passati a un milione e 655mila di quest'anno, per un aumento del 53%.

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