Tutti contro Rehn, Padoan: "un inutile processo alle intenzioni"

Letta a muso duro: "Un commissario europeo deve essere garante dei Trattati europei: quindi non può permettersi di esprimere un concetto di scetticismo a proposito dell'Italia"

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Dopo la replica, piccata, del premier Enrico Letta al commissario europeo agli affari economici Olli Rehn - secondo cui l’Italia non sta rispettando l'obiettivo di riduzione del debito - oggi contro il processo alle intenzioni di Rehn si schiera Pier Carlo Padoan, vicedirettore generale dell'Ocse:

“Fare il processo alle intenzioni di quanto manca è un argomento non utile, serve una strategia di lungo termine dell’Europa”.

L’economista ai microfoni di Radio Anch’io, continua:

“l’Europa di adesso deve cambiare altrimenti non potremo starci a lungo. Nell’Europa di oggi rispetto al 2010 c'è stato un enorme cambiamento istituzionale e un enorme rafforzamento delle risorse, bisogna continuare su questa strada (...) deve anche cambiare e porre al centro della sua strategia la crescita e il lavoro”.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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Il presidente del consiglio ieri aveva risposto così alla critiche di Rehn:

"Al commissario dico che i nostri conti sono a posto. Un commissario europeo deve essere garante dei Trattati europei: quindi non può permettersi di esprimere un concetto di scetticismo a proposito dell'Italia".

Tanto più che, ha aggiunto Letta, l’Italia finalmente si sta avviando verso la fase di ripresa dell’economia.

Da New York era pure intervenuto il ministro dell’economia Fabrizio Saccomanni che aveva provato a stemperare gli animi:

"Sono colpito che una non notizia sia diventata un grosso tema di discussione. Gli uffici di Rehn ci hanno contattato per chiarire Si è trattato di un'intervista quella di Rehn concordata da tempo con i giornali europei".

Saccomanni, negli States per presentare il pano di privatizzazioni del governo, in una intervista al Wall Street Journal ha poi sostenuto che l'Italia sta uscendo dalla recessione che la attanaglia dal secondo trimestre del 2011 prevedendo che l'economia cresca il prossimo anno a un passo moderato dell'1%, significativo se si considera la lunga fase di contrazione dell’attività economica.

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