Crisi, chiuse 140mila aziende agricole. Coldiretti: stop alla concorrenza sleale

L'analisi di Coldiretti sulla base dei dati Unioncamere relativi ai primi nove mesi del 2013 rispetto all'inizio della crisi.

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Sotto l’incedere della crisi, dal 2007 a oggi, in Italia hanno dovuto chiudere i battenti quasi 140mila (136.351) stalle e aziende agricole anche a causa della concorrenza sleale, di prodotti di minor qualità importati dall'estero e spacciati come Made in Italy.

È quel che emerge da uno studio di Coldiretti sulla base dei dati Unioncamere relativi ai primi nove mesi del 2013 rispetto a com'era la situazione un lustro fa.

L'allarme è stato stato lanciato con la mobilitazione al valico del Brennero "La battaglia di Natale: scegli l'Italia" per difendere l'economia e il lavoro nelle campagne dalla concorrenza scorretta.

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In una nota Coldiretti spiega:

“L'obiettivo è smascherare il falso Made in Italy alimentare, aiutare i consumatori a fare scelte di acquisto consapevoli in vista del Natale e sollecitare le Istituzioni a rendere operativo l'obbligo di indicare la etichetta la provenienza dei prodotti agricoli ed alimentari”.

Nel solo 2013 sono scomparse 32.500 aziende agricole per 36mila occupati in meno nelle campagne, senza contare le devastanti conseguenze che ne derivano per la sicurezza alimentare ed ambientale dei cittadini, per via dei rischi sulla qualità degli alimenti che si portano a tavola e al minor presidio del territorio, spesso preda di incuria e cementificazione.

Il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo deuncia:

“l'invasione di materie prime estere spinge prima alla svendita agli stranieri dei nostri marchi più prestigiosi e poi alla delocalizzazione delle attività produttive. Stiamo svendendo un patrimonio del nostro Paese sul quale costruire una ripresa economica sostenibile e duratura che fa bene all'economia all'ambiente e alla salute”.

Da inizio crisi oggi le importazioni di prodotti agroalimentari dall'estero sono aumentate del 22% secondo Coldiretti, l’import di carne di maiale è cresciuto del 16% mentre le importazioni di cereali, con cui si fa pasta e riso spacciati per italiani, hanno fatto segnare un boom (+45%).

In deciso aumento anche l'import di latte (+26%) di frutta e verdura (+33%) e di succo di frutta (+16%), tutti prodotti che poi per magia diventano made in Italy.";}}

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