Indesit: niente licenziamenti per 5 anni, ma la Fiom dice no

C'è l'intesa ma si spacca il fronte sindacale, la Fiom Cgil non ci sta: "l’accordo prevede la delocalizzazione delle produzioni delle lavatrici dallo stabilimento di Caserta, un fatto gravissimo". Cosa prevede il piano.

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Dopo mesi di estenuanti trattative si è raggiunto alla Indesit, l’azienda di elettrodomestici di Fabriano (Ancona), l’accordo che evita il licenziamento di 1.425 lavoratori, almeno per i prossimi 5 anni.

Il piano di riassetto della produzione fa sapere l’azienda "dovrebbe scongiurare definitivamente ogni ipotesi di licenziamenti attraverso un adeguato utilizzo degli ammortizzatori sociali” dal 2014-2018.

L’intesa raggiunta ieri dopo sei mesi di trattative intavolate al Ministero dello sviluppo economico, è stata sottoscritta da Fiom, Uilm e Ugl ma non dalla Fiom e adesso si aspetta l’esito dei referendum negli stabilimenti del gruppo presenti in Italia.

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Il piano prevede 83 milioni di investimento, la ridefinizione delle missioni produttive per ogni sito del gruppo e l’impegno di Indesit a non licenziare nessuno per i prossimi cinque anni.

Dal ministero si esprime soddisfazione, il sottosegretario allo sviluppo Claudio De Vincenti commenta:

Il governo giudica molto positivamente questo accordo perché, grazie al confronto, l'azienda ha profondamente modificato il suo piano industriale originario ed ora risulta scongiurato completamente il rischio di oltre 1400 esuberi, il che rappresenta un risultato decisivo per i lavoratori e le loro famiglie.

Dai sindacati l’unica voce fuori dal coro è quella della Fiom-Cgil:

L’accordo firmato prevede la delocalizzazione delle produzioni delle lavatrici dallo stabilimento di Caserta e il trasferimento delle produzioni dei piani cottura oggi realizzate nello stabilimento di Melano a Caserta. Un fatto gravissimo, che pregiudica il futuro dei lavoratori e getta un'ombra sul ruolo svolto dalle istituzioni in una vertenza difficile come questa.

L’azienda gestirà la crisi di settore utilizzando i contratti di solidarietà, ciò significa che nessun lavoratore rimarrà in cassa integrazione a zero ore per più di 4 mesi nel periodo 2014-2018.

Salvi dunque tutti e tre i siti produttivi italiani: Fabriano, Comunanza (Ascoli) e Caserta. Fabriano sarà il sito esclusivo per la produzione ad alto contenuto d'innovazione di forni da incasso (oggi prodotti in Polonia), di forni di piccole dimensioni (finora realizzati in Spagna) e di prodotti speciali per la cottura.

Comunanza diventerà il centro per l'innovazione e la produzione di lavabiancheria di alta gamma a carica frontale mentre Caserta sarà il polo esclusivo per la produzione di frigoriferi da incasso ad alto contenuto d'innovazione, producendo anche quelli oggi fatti in Turchia, e dei piani cottura a gas da incasso. Saranno riallocate nei Paesi dove la manodopera costa meno le produzioni italiane di bassa gamma e non più sostenibili per Indesit.";}}

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