Saccomanni: la recessione è finita

Rispetto allo stesso periodo del 2012 il valore aggiunto è sceso in tutti i settori. Il Pil acquisito per quest’anno è in calo dell‘1,9%.

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Il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni commenta su Twitter i dati diffusi dall'Istat sul Pil italiano del terzo trimestre, rimasto invariato rispetto ai precedenti tre mesi:




ISTAT: dopo due anni si arresta la caduta del PIL


L’Istat

annuncia che la caduta del Pil italiano si arresta per la prima volta prima dopo due anni, da quando cioè siamo precipitati nella più lunga recessione dal secondo dopoguerra in poi, ma in realtà c’è poco da esultare.

Il Pil acquisito per quest’anno risulta in calo dell‘1,9%, siamo l’unico Paese dell’eurozona in cui l’attività economica non riesce a ridestarsi. Nessuno ha la bacchetta magica, per carità, ma sono un paio d’anni che sentiamo parlare di ripresa alle viste, salvo poi allungarne ogni volta i tempi, con il governo e illustri economisti che ora prevedono un timido segno più per la nostra economia l’anno prossimo.

Ma veniamo ai dati diffusi oggi. L’istituto nazionale di statistica non segnala nessuna variazione del Pil nel 3° trimestre 2013 rispetto al 2° trimestre, mentre sull’anno, cioè rispetto al 3° trimestre del 2012, il Prodotto interno lordo è in calo dell'1,8%, in leggero miglioramento sulle stime preliminari che davano un -0,1% congiunturale e un -1,9% tendenziale.

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Il terzo trimestre del 2013 ha avuto tre giornate lavorative in più del precedente e una in più nel confronto terzo trimestre del 2012. Rispetto al trimestre precedente i principali aggregati della domanda interna sono tutti calo: la flessione è dello 0,2% per i consumi finali nazionali e dello 0,6% per gli investimenti fissi lordi.

Nel contempo sono aumentate le importazioni del 2,0% e le esportazioni dello 0,7%. La domanda nazionale al netto delle scorte ha levato 0,2 punti percentuali alla variazione del Prodotto interno lordo. Nel dettaglio il contributo è stato negativo per gli investimenti fissi lordi e per i consumi delle famiglie residenti (-0,1 punti percentuali per tutt’e due), nullo per i consumi delle amministrazioni pubbliche.

Le scorte hanno dato un contribuito positivo alla variazione del Pil per 0,6 punti percentuali, ma la domanda estera netta ha sottratto lo 0,4%. Il valore aggiunto ha mostrato, in termini congiunturali, rispetto al trimestre precedente, un andamento negativo nell'agricoltura (-1,6%), positivo per l’industria in senso stretto (0,2%) e variazioni nulle nelle costruzioni e nei servizi.

Rispetto allo stesso periodo del 2012 il valore aggiunto è sceso in tutti i comparti: dello 0,7% nell’agricoltura, del 2,8% nell'industria in senso stretto, del 5,5% nelle costruzioni e dello 0,9% nei servizi.";}}

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