Letta: privatizzare non significa svendere. Apertura capitale Poste a lavoratori dal 2014

Letta alla Camera, prima della fiducia al governo, spiega il piano di privatizzazioni. Venerdì il Cdm interverrà anche sull'alto costo dell'energia con una riduzione di 600 milioni di euro sulle bollette.

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La fase due delle privatizzazioni in Italia, che si spera favorisca più della prima la concorrenza e la competitività del sistema, prevede anche, dal 2014, la cessione di quote di minoranza di Poste Italiane con la possibilità che anche i lavoratori dipendenti possano partecipare al capitale, come è stato fatto in Germania.

A dirlo oggi alla Camera è il presidente del Consiglio Enrico Letta prima del voto di fiducia per il governo, dopo la scissione del Pdl e l'uscita dalla maggioranza della componente di centro destra che fa capo alla vecchia-nuova Forza Italia di Silvio Berlusconi.

Dice Letta:

"Il prossimo anno, nell'ambito del secondo tempo di questo programma di dismissioni di quote non di controllo, apriremo il capitale di Poste e di altre aziende per consentire l'ingresso dei lavoratori nel capitale. E' una proposta che faccio qui, un tentativo di sperimentare in I talia la Mitbestimmung (cogestione) tedesca".

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Il programma di privatizzazioni del governo prevede cessioni per 10-12 miliardi, ma, precisa il premier:

"nessuno si sogna di svendere per fare cassa".

Letta ha poi spiegato che venerdì il Consiglio dei ministri approverà il piano "Destinazione Italia" per incentivare gli investimenti dall’estero nel nostro Paese:

“vogliamo dare agli investitori certezza, all'interno del piano ci sarà un credito di imposta per la ricerca, fondi per incentivare la digitalizzazione delle pmi"

Inoltre sempre venerdì con "Destinazione Italia" il governo interverrà sull'alto costo dell'energia con una riduzione di 600 milioni di euro sulle bollette da sommare a quella già stabilità dal decreto Fare.

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