Istat: allarme povertà in Italia, a rischio uno su tre

Ben 10 milioni di italiani non possono permettersi un pasto con un adeguato contenuto proteico tre volte a settimana.

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L’ultimo allarme sul diffondersi dell’indigenza in Italia arriva dall’Istituto nazionale di statistica. Il 29,9% dei residenti nel Belpaese è a rischio di povertà o quantomeno di esclusione sociale.

L'Istat, fornendo comunque una percentuale aggregata, fa riferimento a dati relativi al 2012. L'indicatore di rischio cresce dell’1,7% sull’anno precedente ed è del 5,1% più alto rispetto al dato medio europeo. La metà dei nuclei familiari percepisce circa 2.000 al mese e ben 10 milioni di italiani non possono permettersi un pasto con un adeguato contenuto proteico tre volte a settimana.

I numeri forniti sono riferibili a quanti si trovano in una della seguenti condizioni: rischio di povertà, severa deprivazione materiale, bassa intensità di lavoro. L'indicatore è cresciuto soprattutto per l'aumento della quota di persone che vivono in famiglie severamente deprivate che dall'11,2% del 2011 è salita al 14,5% del 2012.

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Invariata la percentuale di persone che vivono in famiglie a rischio di povertà (19,4%) così come la quota di persone che vivono in famiglie a bassa intensità lavorativa (10,3%). Nel confronto con l’Unione europea in Italia è più elevata sia la diffusione della severa deprivazione (14,5% contro il 9,9%) sia del rischio di povertà (19,4% contro il 16,9%).




L’incremento della severa deprivazione rispetto rispetto al 2011 è conseguenza della più alta percentuale di individui che vivono in famiglie che non possono permettersi durante l'anno una settimana di ferie lontano da casa (dal 46,7% al 50,8%), che non hanno potuto riscaldare a dovere la propria abitazione (dal 18,0% al 21,2%), che non riescono ad affrontare una spesa imprevista di 800 euro (dal 38,6% al 42,5%). O ancora di soggetti che non possono permettersi un pasto proteico adeguato ogni due giorni (dal 12,4% al 16,8%).



A livello territoriale la situazione peggiore l’Istat la registra al Sud dove il 48% dei residenti è a rischio di povertà ed esclusione. È in questa area della penisola che l'aumento della severa deprivazione risulta più marcato, con una crescita di 5,5 punti percentuali in un anno, dal 19,7% al 25,2%, contro il +2% del Nord Italia, con la percentuale che passa dal 6,3% all'8,3%, e il +2,6% delle regioni del Centro (dal 7,4% al 10,1%).

Ovviamente il rischio aumenta in proporzione al numero dei componenti il nucleo familiare ed è più alto per le famiglie numerose (39,5%) e monoreddito (48,3%). Aumenti significativi dell’indicatore anche per gli anziani soli, la percentuale passa dal 34,8% del 2011 al 38,0% del 2012, i monogenitori (dal 39,4% al 41,7%) e le famiglie con tre o più figli (dal 39,8% al 48,3%) di cui almeno tre minori.";}}

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