I parlamentari italiani sono i più pagati d’Europa

Lo stipendio di un deputato è pari a quasi 5 volte il reddito pro-capite dei cittadini, in Inghilterra è pari all'1,8. Se poi aggiungiamo indennità e rimborsi vari si sale al 9,8.

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La fine dell’anno è periodo di bilanci, di conti in tasca. Confindustria nel report del suo centro studi che saluta il non certo roseo 2013 ricorda, tra le altre cose, quello che già sappiamo e che alimenta il sentimento anti-casta: i parlamentari italiani sono i più pagati d'Europa. E di gran lunga.

Nel 2012, lo stipendio di un deputato della Repubblica è stato pari a 4,7 volte il Pil pro-capite, contro l'1,8 dell’Inghilterra.

Il parlamento italiano costa il doppio di quello francese che ha più o meno lo stesso numero di parlamentari: 1,6 miliardi di euro contro 0,9 (0,6 miliardi nel Regno Unito).

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Confrontando le onorevoli, ma soprattutto onerose, indennità dei parlamentari italiani - e aggiungendovi i rimborsi spese, i contributi ai gruppi, i rimborsi elettorali e le spese di trasporto - il rapporto fra entrate dei parlamentari e reddito pro-capite dei cittadini si attesta al 9,8 per il deputato italiano e al 6,6 per quello inglese. 

Secondo il centro studi di viale dell’Astronomia ridurre gli sprechi si può, ottenendo risparmi pari a un miliardo. Come? Riducendo del 30% l'indennità dei parlamentari, tagliandone il numero, riformando i loro vitalizi, abolendo i contributi ai gruppi parlamentari, i rimborsi elettorali, le spese di trasporto, togliendo la diaria e introducendo un tetto massimo alle spese rimborsabili.

Ma tagliare i costi della politica (23 miliardi all'anno secondo la Uil) significa guardare anche agli sprechi dei livelli decentrati di governo, di tutte le altre istituzioni elettive di comuni e regioni, mentre le province semplicemente dovrebbero essere abolite. Eliminare cioè l’inutile ridondanza di funzioni e compiti negli enti locali e segare la moltitudine di società partecipate dalla pubblica amministrazione che svolgono funzioni improprie: sono più di 7.700 e (ci) costano qualcosa come 22 miliardi di euro in relazione al ripiano delle perdite.";}}

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