Allarme sfratti nel 2014, l'Unione inquilini: proroga o esplosione sociale

"Il mancato varo di tale proroga equivarrebbe a un crimine sociale". Gli inquilini scrivono al premier: inserire la misura nel Mille proroghe.

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    AGGIORNAMENTO 28 dicembre 2013 - Con il decreto Milleproroghe il governo ha disposto il rinvio di sei mesi degli sfratti esecutivi dal primo gennaio 2014: non in modo generalizzato però, ma solo per gli inquilini con meno di 21mila euro di reddito familiare, un malato, un disabile grave o un anziano in casa.

L'Unione inquilini lancia l’allarme sfratti per il 2014 e avverte: con l’inizio dell’anno si rischia l'esplosione di una bomba sociale nelle città se non sarà varata una proroga.

L’associazione si rivolge direttamente al premier Enrico Letta e al ministro per le infrastrutture Maurizio Lupi, ai quali è stata indirizzata una missiva dai toni netti con cui si chiede che il rinvio degli sfratti venga inserito nel decreto Mille proroghe che sarà all'esame del Consiglio dei Ministri il 27 dicembre:

Walter De Cesaris, segretario nazionale dell'Unione invita il governo a valutare:

"anche la necessità di estendere la proroga alla morosità incolpevole".

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Nel 2012, prosegue De Cesaris:

"sono state emesse circa 70mila nuove sentenze di sfratto con un incremento rispetto all'anno precedente di oltre il 6% e, rispetto al periodo precedente lo scoppio della crisi (2007), del 55%. Pendono sulle famiglie (solo nel 2012) oltre 120 mila richieste di esecuzione forzata e si eseguono in media almeno 14 sfratti al giorno con la forza pubblica".

I dati dell'Unione inquilini parlano di uno sfratto esecutivo ogni 74 famiglie in affitto privato, con "punte" di uno sfratto esecutivo ogni 25 famiglie, come a Prato. Tantissime poi le città, di diverse dimensioni, che fanno registrare sfratti in media inferiori a 1 ogni 55 famiglie: Roma, Lodi, Novara, Pavia, Pistoia, Brescia, Parma, Rimini, Livorno, Terni, Palermo e Cosenza ad esempio.

Più del 90% degli sfratti ormai:


"sono per morosità e i provvedimenti varati dal Parlamento, che prevedono la facoltà dei Prefetti di graduare le esecuzioni, hanno la necessità quantomeno che venga varato il decreto che deve definire le condizioni per poter accedere ai contributi per la morosità incolpevole e che i fondi stanziati siano suddivisi per le Regioni, successivamente assegnati ai comuni, varati i bandi e erogati i contributi (procedura che ha bisogno quantomeno di 6 - 8 mesi). Il regime delle proroghe non piace neanche a noi. Il nostro obiettivo, infatti, è il passaggio da casa a casa. Per realizzarlo serve una politica sociale della casa, che oggi non esiste".

Secondo l’Unione inquilini se il governo non vara la proroga si macchierà di un vero “crimine sociale" dato che i Comuni non possono dare risposte in tal senso. ";}}

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