Pensioni minime: cambiano i parametri di reddito

Il conteggio per l'integrazione dell'assegno pensionistico viene fatto in base a due elementi: il numero degli anni di contributi versati e la cosiddetta retribuzione pensionabile.

Dal 2014 cambiano i parametri di reddito per beneficiare dell’integrazione al trattamento minimo della pensione (495,4 euro). Al variare dell’importo mensile del minimo variano anche i limiti reddituali che danno diritto all'integrazione dell'assegno.

Cosa cambia? Il calcolo della pensione in quota retributiva, riguardante ormai la sola anzianità maturata fino al 31 dicembre 2011, visto che la contributiva non prevede integrazioni, viene fatto in base a due elementi: il numero degli anni di contributi versati e la cosiddetta retribuzione pensionabile, che non è altro che la media degli stipendi percepiti nell’ultimo periodo passato in servizio.

La misura del trattamento è pari a un 2% della retribuzione pensionabile, per ogni anno di contributi effettivamente versati. Se l’importo calcolato sulla base della contribuzione effettivamente versata fosse inferiore al minimo stabilito dalla legge, allora si procederà all’integrazione dell’assegno pensionistico, integrazione data dalla differenza tra la quota effettivamente maturata e la soglia minima stabilita dalla legge e che è a carico dello Stato.

Due le condizioni richieste perché scatti l’integrazione: chi beneficia del reddito dal pensione che non deve prendere altri redditi Irpef di importo superiore al doppio del minimo; il reddito complessivo della coppia (pensionato e coniuge) non deve essere maggiore dell’importo annuo di quattro volte il minimo.

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