La Fiat che verrà: Marchionne delinea il futuro del Lingotto

Il manager italo-canadese: “Mi impegno: saranno riattivati in pieno tutti gli impianti italiani. Ora rilanciamo l'Alfa tutti gli operai rientreranno".

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A distanza di 9 giorni dall’acquisizione di Chrysler da parte di Fiat, l’ad del Lingotto Sergio Marchionne si concede a un’intervista, dai toni trionfalistici, con il direttore di Repubblica Ezio Mauro. Il manager parla di nuove strategie, investimenti, rilancio di marchi storici, di quotazione in borsa e lavoro.

Dice Marchionne:

“L’America ci dà valore. Ora rilanciamo l’Alfa, tutti gli operai rientreranno. Il futuro della Fiat è questo. Puntiamo sulla fascia medio alta e le accuse sul debito di Moody’s non mi preoccupano”.

L’America:

“ha creduto nelle nostre idee e ci ha aperto le porte. Lì, a differenza che da noi, il cambiamento piace. La cura ha funzionato e il mercato è ripartito prima del previsto. Ho avuto fin dall’inizio la faccia tosta di dire che Fiat non ci avrebbe messo neppure un euro. Abbiamo restituito al governo americano tutti i soldi che aveva messo in Chrysler”.

E ancora:

“Non è una conquista, abbiamo creato una cosa nuova. Da oggi il ragazzo che lavora in Chrysler, quando vede una Ferrari per strada può dire: è nostra”.

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Per Marchionne:

“questa operazione ha permesso la sopravvivenza dell’industria italiana in un mercato dimezzato. Ora possiamo ripartire con reti e basi più forti. La società avrà un nome nuovo. Ci quoteremo dove c’è un accesso più facile ai capitali."

L'ad delinea i nuovi target di mercato:

“Usciremo dal mass market - pochi clienti e tanti concorrenti - per andare nella fascia Premium con Alfa e Maserati. Squadre di nostri uomini stanno preparando i modelli. A Mirafiori-Grugliasco si faranno le Maserati. A Melfi le 500 X e piccole Jeep. A Pomigliano le Panda. A Cassino il rilancio dell’Alfa. Mi impegno: saranno riattivati in pieno tutti gli impianti italiani”.

Il prestito convertendo è la misura adatta per finanziare gli investimenti dopo l'acquisizione di Fiat dell'intero controllo di Chrysler, continua Marchionne, che esclude l'ipotesi di un aumento di capitale e promette: se non crolla un'altra volta il mercato dell’auto man mano rientreranno tutti i dipendenti italiani in cassa integrazione.

Marchionne si dice poi affatto preoccupato per il debito di Fiat, su cui Moody's ha minacciato il downgrade e rinvia al piano di aprile dei nuovi modelli. Per quel che riguarda la sede della quotazione di Fiat-Chrysler, che dopo la fusione avrà un nuovo nome, Marchionne dice:

"Fiat è quotata a Milano. Poi, andremo dove ci sono i soldi, dove c'è un accesso più facile ai capitali. Non c'è dubbio che il mercato più fluido è quello americano, quello di New York, ma deciderà il consiglio di amministrazione. Io sono pronto anche ad andare a Hong Kong per finanziare lo sforzo di Fiat-Chrysler".

E sulla sede della nuova società?

"Lo decideremo, anche in base alla scelta di borsa, ma mi lasci dire che è una questione che ha un valore puramente simbolico, emotivo".

A proposito dei rumors relativi alla cessione di Alfa Romeo ai tedeschi il manager è stato tranchant:

"se la possono sognare. E credo che la sognino, infatti. L'Alfa è centrale nella nostra nuova strategia".


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