Confindustria: prestiti alle imprese in calo anche nel 2014, inversione del trend nel 2015

Per l'inversione di tendenza è essenziale che le valutazioni e i test effettuati dalla Bce sui bilanci bancari risultino positivi.

Giusto ieri Palazzo Koch ha diffuso i dati sul crollo dei prestiti al settore privato, e specialmente alle imprese, a novembre 2013: il calo complessivo è stato del 4,3% su base annua (dal -3,7% di ottobre). E non c’è da sperare che le banche aprano i rubinetti del credito nel futuro prossimo venturo. Secondo il Centro studi di Confindustria la caduta dei prestiti bancari alle imprese è stata fin qui del 10,5% dal picco del settembre 2011, pari a - 96 miliardi, e nel 2014 i prestiti caleranno di un altro 1% (-8 miliardi).

L’inversione di tendenza ci sarà solo nel 2015 quando si registrerà un aumento del 2,8% dei prestiti concessi alle aziende (+22 miliardi). Le previsioni di Confindustria si basano sull'evoluzione nei bilanci bancari del rischio di credito, che è oggi ai massimi, della capacità di generare utili, che è invece ai minimi, dei ratio di capitale e della raccolta.

Affinché ci sia davvero un’inversione del trend è essenziale che le valutazioni e gli stress test effettuati dalla Banca centrale europea confermino la solidità dei bilanci delle banche italiane in modo che gli investitori acquistino maggiore fiducia negli istituti di credito, abbassando la loro avversione al rischio.

Ma se i controlli della Bce non giungessero a queste conclusioni, lo scenario che avremmo davanti sarebbe avverso anche nel 2014, con i prestiti che calerebbero del 4,9% (-40 miliardi), e nel 2015, con una contrazione dell'1,3% (-10 miliardi).

Nel 2012-2013 i prestiti delle banche alle imprese sono già diminuiti più del Pil nominale, il rapporto prestiti/Pil si è infatti ridotto velocemente e la sua corsa potrebbe non arrestarsi.

Il grado di indebitamento bancario delle imprese è lontano dal picco ma l'andamento dei prestiti bancari nel 2014-15 non potrà soddisfare appieno il fabbisogno finanziario nel frattempo stimolato dal miglioramento della domanda e dell'attività economica, perciò secondo il CsC è sempre più urgente e necessario sviluppare canali di finanziamento non bancari.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail