La Banca mondiale: l'economia globale è a un punto di svolta

Quest’anno la crescita economica nei paesi sviluppati passerà dal 4,8% del 2013 al 5,3%


L'economia globale ha ormai passato la fase critica ed è ora a un punto di svolta. Lo sostiene la Banca mondiale che nel suo rapporto sulle “Prospettive economiche globali” rivede al rialzo la stima di crescita del Pil per il 2014, portandola a +3,2% dal precedente +3%.

Secondo l'istituzione internazionale con sede a Washington, l'economia si rafforzerà ulteriormente nel 2015 e nel 2016, con un incremento del Prodtotto interno lordo pari rispettivamente a +3,4 e +3,5%. Quest’anno la crescita economica nei paesi sviluppati passerà dal 4,8% del 2013 al 5,3% (dal +5,5% previsto a giugno).

Nel 2015 l’economia globale avrà una crescita del 5,5% e nel 2016 del 5,7%. Dopo 2 anni consecutivi di contrazione, l’eurozona cambierà passo con una crescita dell'1,1% quest'anno, dell'1,4% del 2015 e dell'1,5% nel 2016.

Oltreoceano, negli Stati Uniti il Pil quest’anno dovrebbe attestarsi a +2,8% (dal +1,8% del 2013), a +2,9% nel 2015 e +3% nel 2016.

In Cina invece il Pil nel 2014 crescerà del 7,7%, come nel 2013, ma nel 2015 dovrebbe subire un rallentamento al 7,5%.

Il capo economista della Banca mondiale Kaushik Basu spiega:

"Gli indicatori dell'economia globale mostrano un miglioramento, ma non occorre essere particolarmente astuti per vedere dei pericoli insorgere sotto la superficie. L'area euro e' fuori dalla recessione ma il reddito pro-capite continua a scendere in molti paesi. Ci aspettiamo che i paesi più avanzati crescano sopra il 5% nel 2014, con alcune aree meglio delle altre, con l'Angola all'8%, la Cina al 7,7%, l'India al 6,2%. Tuttavia è importante evitare la stasi politica".

Secondo la Banca mondiale le politiche di quantitative easing nei paesi avanzati - come quella della Fed in Usa che ha consentito la ripresa, a botte di 85 miliardi di dollari al mese immessi sui mercati tramite l’acquisto di bond - saranno "gradualmente ritirate". Se il tapering (la progressiva riduzione fino all’esaurimento degli stimoli monetari) porterà a un rapido aggiustamento dei tassi di interesse, i paesi più esposti e vulnerabili saranno quelli con grossi deficit correnti e alti livello di indebitamento.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail