Farmaci nei supermercati: Lombardia e Umbria in direzione ostinata e contraria

farmaci bersani
Le Regioni Lombardia e Umbria fanno l'ostruzionismo al decreto Bersani?

A sentire bene l'Agicom (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) si.

"Le Regioni Lombardia e Umbria hanno disciplinato la vendita al dettaglio dei farmaci non soggetti a prescrizione medica introducendo requisiti che appaiono ingiustificatamente restrittivi della concorrenza, rischiando così di ostacolare lo sviluppo dei canali di vendita alternativi alle farmacie."

La Giunta Regionale della Lombardia, con una delibera del 4 ottobre scorso, ha previsto che il reparto adibito alla vendita dei farmaci sia separato, tramite parete o vetrata, dal resto del punto vendita, che abbia un magazzino contiguo, nonché una cassa e un fax dedicati. Anche la Giunta Regionale dell'Umbria, con una delibera del 30 ottobre scorso, ha previsto la necessità di un fax e di una cassa appositi per il reparto che dovrà comunque essere inaccessibile al cliente nel caso in cui il farmacista sia assente.

"L'obbligo di separare il reparto con una parete o una vetrata e di avere un magazzino contiguo rischia di diventare un ostacolo insormontabile per gli esercizi più piccoli. Anche le previsioni di fax e casse dedicate sembrano misure sproporzionate peraltro non previste né dalla legge 248/06 che ha liberalizzato la vendita dei farmaci da banco né dalla circolare applicativa del ministero della Salute."

Per l'Autorità le delibere rischiano in sostanza di creare veri e propri blocchi all'entrata, falsando la concorrenza e perpetuando così la posizione dominante delle farmacie. (leggi su Helpconsumatori)

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