Sofferenze bancarie pari a 150 miliardi

Unimpresa: parallelamente perdura il credit crunch. Le sofferenze bancarie corrispondono al 10,54% dei prestiti erogati dagli istituti di credito italiani.

Sofferenze bancarie

In un anno il tasso di crescita dei crediti problematici, con i clienti in forte affanno per ripagare i debiti contratti con le banche, sono cresciuti del 22,7% sfiorando quota 150 miliardi di euro a novembre scorso.

Negli ultimi 12 mesi le sofferenze bancarie hanno toccato il loro picco e la tranche maggiore di prestiti che non vengono rimborsati regolarmente alle banche è quella delle imprese, per una somma pari a 103,1 miliardi.

A fare i conti, è un'analisi del centro studi di Unimpresa secondo cui le rate di prestiti e mutui non onorate dalle famiglie ammontano a oltre 31 miliardi mentre quelle non pagate dalle imprese a conduzione familiare a circa 13 miliardi.

Le sofferenze in capo alle banche e derivate da mancati pagamenti dei prestiti contratti dalla pubblica amministrazione, dalle assicurazioni e da altre istituzioni finanziarie superano invece i 2 miliardi di euro.

Ne complesso le sofferenze bancarie corrispondono al 10,54% dei prestiti degli istituti di credito, in salita di oltre due punti percentualidall'8,20% dell’anno prima.

A braccetto con la crescita dei crediti problematici va il credit crunch, la stretta la credio concesso a famiglie (-9,1 miliardi) che le imprese (-57 miliardi): 66 miliardi in meno in 12 mesi.

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